Jazzitalia - Pino Pulitanò: Zona d'ombra
versione italiana english version
 
NEWS
Bookmark and Share Jazzitalia Facebook Page Jazzitalia Twitter Page Feed RSS by Jazzitalia - Comunicati Feed RSS by Jazzitalia - Agenda delle novit�

Autoprodotto
Distribuzione Comar 32
Pino Pulitanò
Zona d'ombra


1. The meaning of game
2 .Nadir
3. Afghanistan
4. Zona D'ombra
5. Shantung
6. L'angolo
7. The Solar System
8. Iron
9. The Winter
10. Painting

composizioni e arrangiamenti Pino Pulitanò

Pino Pulitanò - chitarre
Pippo Matino - Basso elettrico
Vito Giordano - Tromba e filicorno
Roberto Brusca - Pianoforte
Ercole Cantello - Batteria
Enzo Daldessarro - Basso
Antonio Taccone - Fonico



Esordio discografico per Pino Pulitanò, chitarrista d'esperienza che con molti ha collaborato: ciò che è facile cogliere dal suo "Zona d'ombra" è l'originale sensibilità del suo sound, tanto nelle strutture armoniche ricche di tensione e lirismo, quanto nel particolare modo di affrontare l'assolo. Calibrando con equilibrio emozionale e spontanea freschezza il suo fraseggio, non avverte mai la necessità di sorprendere l'ascoltatore con interludi virtuosistici o con vigorosi entusiasmi; sceglie di non esasperare i cromatismi e cerca, nella melodia, di esprimere il proprio paesaggio dell'anima nel modo di un'espressività intuitiva e libera, tanto più coinvolgente quando il tono del linguaggio jazzistico diviene impressionistico, segnato da un pathos dilatato e avvolgente.
Rara sensibilità, si diceva: la musica di Pino è passionalità, meditazione, ricerca eclettica e polimorfa di luminosi spazi riflessivi, senza mai eludere la corretta interazione con i bravi artisti con cui suona; segno, anche questo, di felice modestia intellettuale che lo conduce all'incontro della maggior sintonia possibile con i propri partners.
Nessun "colpo di scena", nessun autocompiacimento: una solida inventiva, una tecnica colta, accurata e personalissima. Queste le blue notes di Pino Pulitanò, artista ed uomo d'improvvisa verità.

Ne parliamo con lui.

Una presentazione?



S
ono un chitarrista calabrese che ha maturato una discreta esperienza in giro per l'Italia e all'estero. Sono al mio primo disco da solista perché ho prediletto la carriera di esecutore, relegando al famoso cassetto i frutti della mia vena compositiva. Negli ultimi anni si è fatta strada in me l'idea di promuovere le mie composizioni ed è così che nasce l'album "Zona d'ombra" realizzato con la collaborazione di veri amici Pippo Matino al basso, Ercole Cantello alla batteria, Vito Giordano alla tromba e flicorno, Roberto Brusca al pianoforte, Antonio Taccone come sound engineer.

Qual è il progetto musicale suggerito dal titolo che hai scelto per il cd?

Con questo lavoro ho voluto esprimere il mio personale concetto di "Zona d'ombra" come luogo dove dimorano i sentimenti, i pensieri e gli stati d'animo più reconditi, una realtà ambigua e fuggente che conserva le nostre tensioni emotive. Questo luogo è per me la fucina dell'arte, dove i grovigli interiori sono un qualcosa di indefinito e amorfo destinato a trasformarsi, come una crisalide: è un po' così che nasce la mia composizione.
Il titolo "Zona d'ombra" è ovviamente scelto come punto di fuga ove converge ciò che si esprime con le note ed anche ciò che si pensa, ma essendo un concetto dalle mille sfaccettature e interpretazioni, ognuno può darne una personale interpretazione.

Una front cover che sembra suggerire qualcosa….

Il mio intento era quello di comunicare con la front cover una serie di messaggi: innanzi tutto volevo offrire un'immagine che fosse esplicativa del titolo, da qui il contrasto di luci e ombre, esprimere il concetto che la musica (ben rappresentata dalla mia Gibson 175), come le altre arti illumina la mente e l'anima, infondendo linfa vitale, aprendo una ideale porta per uscire dalla zona d'ombra e poi presentarmi ai possibili fruitori della mia musica.

Vogliamo entrare nel vivo del tuo sound?

Le 10 composizioni di questo lavoro spaziano tra il funky, il jazz e la musica brasiliana ed hanno strutture articolate legate ai cambi ritmici di tempi e di velocità, sottolineando la mia predisposizione al dinamismo in una costante ricerca di avere atmosfere diverse e contrapposte all'interno dello stesso brano.

La parte armonica è frutto di studio e ricerca che parte dalla passione per la bossanova e passa attraverso l'ascolto attento dei pianisti come Bill Evans, Herbie Hancock, Chick Corea, tanto per citarne alcuni, per giungere a strutture complesse di poliaccordi che costituiscono il substrato a me più congeniale dove sviluppare le linee melodiche.

In alcuni brani vi è la reminescenza del rock anni '70 degli Yes, in altri la bossa di Jobim, in altri la fusion dell' Electric Band di Corea, ma la mia anima jazz risulta predominante soprattutto nella scelta dei suoni e nelle melodie.

Per arricchire l'impalcatura dei brani, ho optato per le sovraincisioni usando una chitarra classica e la Gibson 175 per l'armonia, la mia vecchia Stratocaster per i riff funky e naturalmente ancora la 175 per i soli. Quindi le varie chitarre agiscono su un piano preminente rispetto al pianoforte e ciò è una scelta voluta per valorizzare il mio strumento che molto spesso è usato unicamente per la melodia. Le influenze jazzistiche hanno maturato in me l'inclinazione allo smooth methenyano ma sulla scorta del grande Wes Montgomery e di John Scofield, cercando, se possibile, una linea personale.

Assoli particolarmente efficaci quelli tuoi, molto personali, talvolta furenti, stranianti…..

Io sono solito strutturare i miei brani con una base armonica abbastanza ricca, sulla quale sviluppare tema ed improvvisazioni, e la concomitanza di stili diversi comporta un linguaggio improvvisativo molto articolato. In alcuni frangenti, come in "The meaning of game", gli assoli sono più legati all'armonia e rispecchiano lo stile swing e il funky, in altri, come in "Shantung" e in "Painting", ho voluto sviluppare una sovrapposizione tra la linea degli accordi che in realtà sono dei chord scale, ed una improvvisazione molto fuori dagli schemi, decisamente free. Questo modo di improvvisare può apparire inquieto, anche perché spesso mi muovo fuori tonalità, e quindi in questi brani si avverte una particolare tensione.

Comunque accanto a questa sorta di sperimentazione compositiva, trova largo spazio un solismo più pulito e che risente delle influenze mediterranee e che meglio si esprime negli standard e nei brani con un tessuto armonico più scarno. Al di là di tutto quello che si può dire, io ritengo che sicuramente la tecnica è una componente essenziale per un musicista, ma quando si suona è l'anima a parlare.

Fabrizio Ciccarelli per Jazzitalia







Articoli correlati:
24/02/2015

Live alla Casa del Jazz (Pippo Matino Joe Zawinul Project)- Nina Molica Franco

25/01/2015

Love and Groove: Live at The Place (Pippo Matino - Silvia Barba Bassvoice Project)- Nina Molica Franco

05/10/2013

Multiculturita Summer Jazz Festival - XI Edizione: Il Contest con una "lotta all'ultima nota", i concerti con Nuevo Tango Ensamble, Fabularasa feat. Gabriele Mirabassi, il "BassVoice project" di Pippo Matino - Silvia Barba e il CorLeone di Roy Paci. (N. Molica Franco - M. Losavio)

23/12/2012

James Senese feat. Pippo Matino: Il decimo compleanno di Lamezia Jazz festeggia con il trio del bassista napoletano con ospite il sax partenopeo di James Senese nel loro progetto dedicato alla musica jazz-rock. (Pierfrancesco Falbo)

08/05/2011

Early Years (Federico Procopio) - Cinzia Guidetti

20/03/2010

Trio Ostiko (Rosario Giuliani – Pippo Matino – Benjamin Henocq) - Alceste Ayroldi

16/08/2008

Third (Pippo Matino Band)

27/12/2006

Le nuove interviste di Mayday: Dick Oatts, Rosario Giuliani con Roberto Gatto e Pippo Matino, Al Di Meola e il giovanissimo Walter Ricci.

27/10/2006

Muzzola (Sergio Di Natale)

24/10/2006

Essential team (Pippo Matino)

26/03/2005

Flavours (Vito Giordano Quartet)

03/12/2004

Intervista a Pippo Matino: "...Un compositore discretamente prolifico ma assolutamente in perenne mutamento...è appena uscito il mio disco e già sto pensando al mio prossimo..." (Antonio Meola)

01/07/2003

Intervista a Pippo Matino: "...Immedesimarsi nella musica, trovare il giusto volume che faccia apprezzare meglio quello che fai, non troppo forte e non troppo piano, sono cose importanti che tutti i giovani musicisti dovrebbero tener presente perchè, oltre al talento puro, fanno la differenza..." (Massimiliano Cerreto)







Invia un commento



COMMENTI
Inserito il 10/4/2008 alle 18.48.51 da "daniel.xxx"
Commento:
Ho avuto modo di ascoltare l'interessante album di Pino, artista a mio parere sensibile ed eclettico, dai forti slanci emozionali.
Porgo quindi i miei complimenti uniti ad un sincero augurio per una fortunata carriera solista.

Daniel
 

Questa pagina è stata visitata 3.716 volte
Data pubblicazione: 09/04/2008

Bookmark and Share



Home |  Articoli |  Comunicati |  Io C'ero |  Recensioni |  Eventi |  Lezioni |  Gallery |  Annunci
Artisti |  Saranno Famosi |  Newsletter |  Forum |  Cerca |  Links | Sondaggio |  Cont@tti