Comunicato del 01/04/2004
 
 

Marilla Simonini Srl
Presenta

Ray Mantilla Space Station
Tribute to CAL TJADER and TITO PUENTE
Ray Mantilla Percussioni
Mike
Freeman vibrafono
Eddy Martinez piano

Bill
Elder batteria
Cucho
Martinez Basso
Bob Franceschini sax tenore

Date libere 27,28,29 e 30 giugno
Nuovo progetto per gli Space Station di Ray Mantilla. Lo spettacolo prende spunto dall'omaggio al grande Tito Puente e al vibrafonista Cal Tjader in uno spettacolo di raffinata bellezza dove i musicisti radunati da Mantilla rappresentano una testimonianza del sound Newyorican. L'esuberanza non fa certo difetto a Mantilla. Nulla di strano, per un musicista come lui abituato a considerare il palcoscenico, oltre che come spazio dell'esecuzione musicale, come vero e proprio luogo di teatro. Quando prende un assolo o quando incita i suoi musicisti, Mantilla è un grande showman. Anche quando non è seduto dietro le sue congas, Mantilla è un irrefrenabile istrione, con un tocco di divertito esibizionismo che sosteneva che «all the world is a stage». La musica e lo spettacolo, il ritmo e l'energia hanno scandito oltre quattro decenni di carriera al fianco dei nomi più illustri sia della scena jazzistica che di quella latin: Tito Puente, Art Blakey, Max Roach, Gato Barbieri, Charles Mingus e, se non bastassero questi, Herbie Mann, Bobby Watson, Cedar Walton, Muhal Richard Abrams, Ray Barretto, e qui i puntini diventano necessari… Nonostante fosse già un percussionista di riferimento, Mantilla ha atteso sino alla fine degli anni Settanta prima di dedicarsi con continuità a progetti propri. La documentazione della carriera di Mantilla come leader inizia infatti nel 1978 con la registrazione di Mantilla per la Inner City (il disco è oggi praticamente introvabile). Ma è nella prima metà degli anni Ottanta, con la creazione della Space Station, che Mantilla si impone come capogruppo. Più recente è poi la creazione della Jazz Tribe: praticamente una formazione all stars. Oggi a pochi anni dalla morte di Tito Puente, Mantilla continua la tradizione musicale del maestro con una vena latina più jazz e contemporanea. http://www.mantillamusic.com

HEATH BROTHERS QUARTET
Disponibile dopo il 9 luglio
JIMMY HEATH - sax tenore/ PERCY HEATH - contrabbasso/ ALBERT "TOOTIE" HEATH - batteria/ JEBEDIAH HAYNES PATTON – pianoforte
I "Buena Vista" del jazz, i fratelli Percy, Albert, Tootie sopra la soglia dei 70 anni, separatamente hanno suonato con i più grandi musicisti dell'era swing, be-bop e mainstream. Insieme rappresentano uno spaccato della storia della musica jazz dagli anni '40 ai '60.
autentiche "leggende viventi" del jazz moderno, si sono riuniti in un gruppo collettivo per dar sfogo alle luminose capacità individuali, ed evidenziare le loro doti di arrangiamento e composizione.

Percy Heath ha iniziato la sua carriera come violinista, per poi convertirsi al contrabbasso. Come bassista è uno dei fondatori del Modern Jazz Quartet, complesso col quale ha suonato, registrato e fatto tours per circa 22 anni. Ha suonato anche con molti dei grandi del Jazz, inclusi John Coltrane, Thelonious Monk, Miles Davis, Sonny Rollins

NANA VASCONCELOS - ANTONELLO SALIS - PEPPE CONSOLMAGNO
Nana Vasconcelos - percussioni, voce
Antonello Salis - piano, fisarmonica, voce

Peppe Consolmagno - percussioni, voce, live sample
disponibilità 19,20 luglio
Sono passati quasi venti anni dall'incontro tra Nana Vasconcelos e Antonello Salis, incontro sfociato gloriosamente nel disco "Lester" uscito nel 1988 per la Soul Note, ancora oggi attuale. Il loro modo di suonare semplice ma sofisticato, comunica una forte sensibilità e stimola le emozioni umane. Comunione, comunità e comunicazione sono i poteri della loro musica. Oggi la formazione si è allargata in trio con Peppe Consolmagno. Trio che si fonda sulla duttilità, sulla notevole capacità di invenzione melodica e sulla naturalezza con la quale i suoi componenti sanno plasmare ogni frammento delle loro numerose esperienze musicali in forme sempre nuove e stimolanti. Un incontro che si preannuncia particolarmente intrigante, fra composizione e improvvisazione, fra tradizione e modernità.

E' difficile scrivere in poche parole la profondità e l'intensità che Nana Vasconcelos è capace di portare in qualunque esecuzione musicale. Basta che egli entri in scena e la musica ne guadagna una innegabile magia. Nana non è solo popolare è anche un innovatore che ha espanso i confini della percussione, allargandola a tutto ciò che emette un suono: la natura, l'elettronica, il corpo umano, sono i campi in cui Nana ha sperimentato, rimanendo però sempre ancorato alla tradizione musicale brasiliana, alle sue origini, alla musica. Chi assiste a un concerto di Nana non trova un percussionista, ma un'orchestra di un uomo solo che suona canzoni utilizzando gli strumenti più strani e il pubblico che diventa a sua volta orchestra.

Antonello Salis è un musicista estroso e creativo come pochi altri, una vera forza della natura ma anche un autentico poeta. Poliedrico, imprevedibile, schietto e innovativo; musicista per musicisti, ma soprattutto musicista totale - sa passare dal pianoforte alla fisarmonica con uguale coerenza e con una corporeità travolgente - vive la musica come passione estrema, sogno ad occhi aperti da condividere con musicisti e spettatori. Grazie alla sua straordinaria concezione ritmica, che gli consente una notevole autosufficienza, il rapporto con percussionisti e batteristi è sempre stato privilegiato. Peppe Consolmagno, è considerato da molti l'Alter-ego italiano di Nana. Anche Peppe, infatti, ha posto il fulcro della sua ricerca sul suono, superando i classici linguaggi delle percussioni per creare un percorso sonoro completo. Differentemente da Nana, Peppe sembra avvicinarsi più ai rumori della nostra civiltà urbana, sviscerando le complesse riflessioni che nascono dal contrasto fra il desiderio di meditazione e la velocità schizoide dell'uomo del XXI secolo. Peppe costruisce i suoi strumenti ed è il fornitore privilegiato anche dello stesso Nana. Peppe Consolmagno, un artista surreale, una sorta di De Chirico del pentagramma che trasforma il palco in una officina dei sogni.

ROSSANA CASALE PRESENTA " BILLIE HOLIDAY IN ME "
L
'anima di Billie Holiday,così inconsapevole e travolgente, ha lasciato in eredità una chiave interpretativa unica e innovativa: la parola cantata e suonata. Ci ha insegnato che jazz non è solo musica ma un' espressione pura di vita. Nella loro essenza artistica, non solo i miti dello stesso jazz, ma anche artisti quali Jimy Hendrix o Federico Fellìni e oggi Alda Merini e Maurizio Milani, ne sono l'esternazione. Artistì,certo,ma soprattutto persone che sviscerano i sentimenti fino a renderli polvere da soffiare dolcemente in faccia ai disattenti,quasi a volerne destare il torpore. Billie Holiday cantava l'amore con parole semplici, eppure, le sue volute pause interpretative dalla apparente assenza, attribuivano spessore ad ogni singola parola. Diceva: "Non canto un perché, vivo tutto sulla mia pelle". E' jazz. Questa artista ha tracciato le scelte della mia vita in musica. Ancora oggi è così.

Disponibilità su richiesta

MIRIAM MAKEBA
date disponibili (5,9,13 e 15 luglio 2004)
Miriam Makeba - lead vocals
Zamokuhle
Mbutho - vocals
Vernon
Abdool - vocals
Zenzile
Lee - vocals Kwazi Shange – drums
Nelson Lumumba Lee - key

Alain marie Agbo - guitar

Tantely
Rambeloson - piano
Raymond
Doumbe - bass
MIRIAM MAKEBA è non solo una straordinaria cantante, autentica icona della cultura africana, ma è anche, e forse soprattutto, un simbolo della lotta contro il razzismo, l'apartheid e per la conquista della dignità di un grande popolo come quello sudafricano. Miriam è nata il 4 marzo 1932 a Johannesburg.
Nella scuola dei missionari che frequentava, già a 13 anni mise in luce le sue doti vocali, e a 20 fece il suo primo tour come musicista professionista dopo aver cantato, da teen ager, ai matrimoni e ad altre cerimonie pubbliche e private. Nel 1956 scrisse "Pata Pata", la sua canzone simbolo, che più tardi l'avrebbe resa famosa. Si esibì anche in Europa ed in America, dove fu notata da Harry Belafonte, che le fece incidere un disco, risultato vincitore di un Grammy, il primo mai conquistato da un artista sudafricano. Tornata in Sudafrica cominciò a lavorare con i movimenti anti apartheid, e questo la rese invisa al regime di Pretoria che la costrinse ad espatriare. Era il 1960. Sarebbe rimasta per 30 anni in esilio! Nel '67 incise Pata Pata, quindi più di 10 anni dopo che l'aveva composta, e il suo successo diventò travolgente, soprattutto negli Stati Uniti. Ma nel '68 sposò Stokely Carmichael, un leader dei movimenti radicali Neri, e anche se non ci furono reazioni ufficiali, il suo soggiorno in America diventò molto difficile. Progetti di dischi e concerti furono cancellati. Decise allora di tornare in Africa e trovò nella Guinea una seconda patria che l'accolse a braccia aperte. E come delegato di quello Stato prese parte anche a diverse missioni diplomatiche alle Nazioni Unite, dove più volte parlò contro la barbarie dell'apartheid. Anche se Miriam Makeba si è sempre considerata una musicista, il suo ruolo nella politica internazionale è stato molto visibile.
Ha ricevuto premi dall'Unesco e da altre organizzazioni per il suo impegno civile, è stata ricevuta dai maggiori leader del mondo, da John Kennedy a Fidel Castro, da Francois Mitterand all'Imperatore dell'Etiopia, Haile'Selassie. Come artista, ha lavorato con personaggi del calibro di Paul Simon, Dizzy Gillespie, Hugh Masekela e Nina Simone. Ha pubblicato più di 30 dischi e si è esibita in tutto il mondo. Nel 1990 è tornata nel suo Paese: l'esilio era finito. In Sud Africa riprese a cantare e a impegnarsi in progetti umanitari, fra i quali alcuni di tutela delle donne Nere.
Una grande tempra di combattente, Miriam Makeba. Una vita spesa senza un attimo di respiro, e con molte sfortune, da un cancro ad un incidente aereo. Ma questa straordinaria African lady, autentica leggenda vivente, riesce ancora a dispensare le emozioni della sua musica
.

Al Di Meola
Al Di Meola - Guitar
Mario Parmisano - Piano
Gumbi Ortiz - Percussion
Ernie Adams – Drums
Disponibilità 20, 21, 22 e 25 luglio
Artista dalla duplice vita artistica, capace comunque con il suo stile di diventare un punto di riferimento nel mondo del Jazz. Se da una parte infatti è uno dei più importanti chitarristi elettrici nel panorama Fusion, dall'altra è anche un talentuoso chitarrista acustico, portato alla sperimentazione e alla ricerca sonora di culture non tradizionali. Svariate le sue collaborazioni, ma la più importante è sicuramente quella con John McLaughlin.
 

Wayne Anderson in tour in Europa nel 2004
Disponibilità luglio
Il trombonista Wayne Anderson proveniente dai Crusaders" (Crociati del Jazz), gruppo conosciuto in tutto il mondo con album come "Street Life", "Keep That Same Old Feeling e "Scratch" sarà in Europa in tour nel 2004.
Per più di 3 decenni, individualmente e collettivamente, Wayne Henderson, ha suonato o prodotto parecchi dei musicisti e dei cantanti di maggior talento del mondo come Joe Sample, Randy Crawford, George Benson, B.B King, Wilton Felder, Ramsey Lewis, Marvin Gaye e Tina Turner, solo per nominarne alcuni.
Wayne Henderson, che ha dato un grande contributo alla creazione della " jazz fusion" " crede che la sua musica sia al passo con i cambiamenti del tempo "e avanzerà con decisione verso i nuovi concetti e i nuovi stili per seguire le tendenze attuali del panorama musicale.
Wayne consegnerà il suo personalissimo marchio di fabbrica nel genere" Jazz Fusion" e la sua innovativa miscela di funk, R and B e Hip Hop quest'anno al pubblico europeo.

TERENCE BLANCHARD SEXTET
Disponibile 10, 11, 13, 14 e 15 luglio
Vincitore di numerosi premi, tra i quali il Grand Prix du Disque '94 e di importanti nominations ai Grammy Awards per le colonne sonore dei films di Spike Lee, Terence Blanchard da 20 anni cavalca la scena del jazz internazionale. Giovane membro dei Jazz Messengers, il trombettista di New Orleans, ha ereditato la vena creativa di Art Blakey, invitando i suoi stretti collaboratori ad un suono innovativo.L'ultimo album della Blue Note ne è la prova, dove le composizioni di Terence Blanchard si alternano a pezzi orginali del pianista Aaron Parks, al sax di Brice Winston, insieme a Lionel Loueke (chitarra), Derrick Hodge (basso) e Kendrick Scott (batteria).

MARILLA SIMONINI SRL
Via Piave 41

41100 Modena
, Italy
Tel +39 059 219285 Fax +39 059 216757 cellulare +3397499736

web
site: www.marillasimonini.it
e-mail
: promozione@marillasimoni.it
 






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