Comunicato del 06/09/2006
 
 

Casa del Jazz


"La Notte Bianca alla Casa del Jazz"
sabato 9 settembre dalle ore 21 – parco della Casa del Jazz
(ingresso libero)

"Miles Ahead"
Tributo a Miles Davis

Un grande evento della Casa del Jazz per la Notte Bianca 2006, un omaggio al genio di Miles Davis che avrebbe compiuto 80 anni quest'anno. Una degna celebrazione con una maratona musicale che intende ripercorrere le tappe più importanti della sua carriera,gli snodi epocali,le svolte stilistiche,le innovazioni che l'indimenticabile trombettista ha saputo imprimere alla storia della musica Jazz.

Aprirà la serata "Kind of blue all stars", un sestetto con Rosario Giuliani, Enrico Pieranunzi, Flavio Boltro, Emanuele Cisi, Gianluca Renzi e Fabrizio Sferra, che celebreranno "Kind of blue", pietra miliare della discografia di Miles Davis. Seguirà "Miles Davis 2000", un progetto di Baba Yoga, ed infine, a chiudere la Notte Bianca alla Casa del Jazz, Roberto Gatto special quintet in "Atribute to Miles Davis quintet '64 – ‘68".

ore 21.00 circa

KIND OF BLUE ALL STARS
Enrico Pieranunzi pianoforte
Flavio Boltro tromba
Rosario Giuliani sax alto & soprano
Emanuele Cisi sax tenore
Gianluca Renzi contrabbasso
Fabrizio Sferra batteria

ore 22.30 circa

MILES DAVIS 2000
un progetto di BABA YOGA
Danni Yoga (Danilo Cherni) sintetizzatori, sampling
Humphrey Baba (Gianfranco Salvatore) elettronica, respiri, oud
Cesare Dell'Anna tromba
Adriano Lo Giudice basso
John Arnold percussioni acustiche, elettriche, elettroniche
Arnaldo Vacca percussioni etniche
Said Tibari voce e violino da gamba


ore 00.00 circa
ROBERTO GATTO SPECIAL QUINTET
A tribute to Miles Davis Quintet 64'-68'
Dado Moroni pianoforte
Flavio Boltro tromba
Daniele Scannapieco sax
Rosario Bonaccorso contrabbasso
Roberto Gatto batteria

Kind of blue all stars
A TRIbUTE TO KIND OF BLUE
Kind of Blue è una pietra miliare nella storia musicale del '900 e le sue note sono la miglior risposta che si possa dare a chi chiede cosa sia il jazz.

Se si dovesse riassumere l'essenza di questo disco in una sola parola, questa sarebbe sicuramente "classe".

Nell'anno che segnò una svolta nella storia del jazz, Miles Davis mise insieme il suo leggendario sestetto – John Coltrane, Bill Evans, Cannonball Adderley, Jimmy Cobb, Paul Chambers e Wynton Kelly – e in due sessioni di improvvisazione creò un capolavoro senza tempo.

A rileggere brani immortali come "All Blues" e "So What" sarà un sestetto capitanato dal contraltista Rosario Giuliani e comprendente, tra gli altri, il trombettista Flavio Boltro e il pianista Enrico Pieranunzi.

Un omaggio che mette in gioco abilità, sensibilità e capacità di mettersi in gioco per omaggiare l'immensa classe dei numeri uno del jazz mondiale, senza rinunciare ad un tocco di novità e soprattutto alla voglia di reinventarsi.

Accanto a Rosario Giuliani saliranno sul palco: Enrico Pieranunzi al piano, Flavio Boltro alla tromba, Emanuele Cisi al sax tenore, Gianluca Renzi al contrabbasso e Fabrizio Sferra alla batteria.


MILES DAVIS 2000
un progetto di BABA YOGA per La Notte Bianca
Se fosse ancora fra noi… cosa? Sicuramente avrebbe continuato a ragionare con le antenne. Da vampiro bastardo, succhiando sangue e soluzioni inusitate dai collaboratori più giovani. E da lieve farfalla, cogliendo fior da fiore fra gli ultimi suoni e ritmi della musica "di consumo" (che per lui non è mai stata tale) ma anche dalle avanguardie più radicali (che a parole snobbava ma, nei fatti, reinventava). Poi sibilando negli orecchi dei suoi musicisti «Go funky, man!», alla perenne ricerca di nuove prospettive della funkiness. E forse facendosi sedurre dai suoni delle tradizioni universali, in un tornado che impazza attorno all'epicentro della sua tromba. "Miles Davis 2000" è come noi oggi immaginiamo la sua musica, stravolgendone i classici senza ritegno, nella convinzione – non priva di terror panico – che anche lui si sarebbe lanciato, così, senza freni inibitori, anche a costo di sbagliare tutto, sempre pronto a ricominciare da capo.

Provenienti da oltre vent'anni di esperienze nei più diversi generi musicali, Danilo Cherni e Gianfranco Salvatore hanno cominciato ad esibirsi come Baba Yoga negli ultimi mesi del 2005. La loro musica unisce a un vasto uso dell'elettronica melodie, ritmi, suoni e suggestioni provenienti dalle tradizioni etniche del Mediterraneo, del Medio e dell'Estremo Oriente.

I concerti di Baba Yoga, che spaziano da composizioni ampiamente articolate a sedute di improvvisazione totale, sono caratterizzati dall'uso di moltissimi strumenti musicali (non solo elettronici ma anche acustici, elettrici, campionati) e di supporti visivi che vanno da una piccola squadra di vee-jay fino a performance di danzatori o di action painting.

Due album sono usciti nel 2006 per l'etichetta Gas Tone: "Minimantra", in studio, e "Sabir", dal vivo. Per grandi major come Virgin, Emi, Warner sono state invece pubblicate negli ultimi due anni le principali colonne sonore composte da Cherni e Salvatore per il cinema (ricordiamo l'ultimo film di Daniele Luchetti, "Dillo con parole mie"; l'esordio registico di Amanda Sandrelli, "Un amore possibile", nomination al David di Donatello; e "Anastezsi" di Miguel Alcantud, una produzione anglo-spagnola con Derek Jacobi e Angela Molina, di prossima uscita nelle sale).

Baba Yoga preferisce esibirsi in duo o trio (con supporti visuali) in spazi come gallerie d'arte, lounge club, discoteche e disco bar, e in quintetto o sestetto nei teatri o nei festival. Dal vivo, con il gruppo, collaborano alcuni fra i migliori musicisti italiani e stranieri provenienti dai più vari generi musicali (in particolare Arnaldo Vacca, Daniele Tittarelli, Adriano Lo Giudice, Elisabetta Macchia, Cesare Dell'Anna, John Arnold e Said Tibari).


ROBERTO GATTO SPECIAL QUINTET
A tribute to Miles Davis Quintet 64' – 68'
Un omaggio alla musica dello storico quintetto di Miles Davis, in attività dal 64 al 68, che oltre a Miles vedeva la presenza di alcuni musicisti che a loro volta di li a poco sarebbero diventati grandi leader ed indiscussi protagonisti della SCENA del jazz: Herbie Hancock, Tony Williams, Wayne Shorter e Ron Carter. Un quintetto passato alla storia per essere stato una delle formazioni più innovative della storia del jazz e per aver segnato uno stile indelebile negli anni.

In gioco, sensibilità e profonda capacità di muoversi osmoticamente, per omaggiare l'immensa classe dei "numero uno" del jazz mondiale, senza però rinunciare ad aggiungere un tocco di novità e soprattutto il gusto, da parte di tutti, di reinventarsi ancora una volta.

Una sorta di scommessa che solo un gruppo di fuori classe, può accettare. Accanto a Roberto Gatto saranno sul palco: Dado Moroni, il pianista jazz italiano più richiesto in Europa e in America per la sua tecnica cristallina, la straripante creatività e, soprattutto, per una istintiva gioia per il gioco musicale, Flavio Boltro, sicuramente uno dei trombettisti più interessanti della scena europea, da alcuni anni residente a Parigi, Daniele Scannapieco, sassofonista tra i più apprezzati della sua generazione e Rosario Bonaccorso, forse il miglior contrabbassista oggi in circolazione.

Una formazione di grande impatto, creata appositamente da Roberto Gatto, a conferma della continua e instancabile "ricerca" "sonora" che il musicista romano, protagonista indiscusso della scena jazzistica internazionale, conduce da anni.

Casa del Jazz: viale di Porta Ardeatina, 55
Info: 06/704731
Ingresso libero
Relazioni con la stampa: Maurizio Quattrini 338/8485333






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