Comunicato del 12/10/2006
 
 

Casa del Jazz


Mostra di Immacolata Datti
"Percorso di Pietra"

Sculture Sonore di Immacolata Datti
Parco della Casa del Jazz
Viale di Porta Ardeatina 55, Roma

Fino al 28 ottobre 2006
Tutti i giorni ore 8-20

Ingresso libero

"All'inizio fu un suono
uscì dall'antro
il suono diventò luminoso
si fece ritmo
diventò materia.
Le forme sono il ricordo di un suono antico"

Il rapporto tra suono e materia caratterizza la ricerca di Immacolata Datti fin dagli anni '80. Le sue sculture si ricollegano ai miti della creazione dei popoli primitivi, alle cosmogonie delle culture afroasiatiche ove si ricorda un suono cupo all'origine del mondo. In questi miti la creazione viene interpretata come progressivo rallentamento di una vibrazione acustica, come il passaggio da un suono cupo iniziale (l'inconscio, il sonno profondo, la notte) ad una materia fluida (il subconscio, il sogno, l'aurora) ed infine alla materia solida (la coscienza, la veglia, il giorno). In questa mostra Immacolata Datti presenta 13 sculture sonore (corde, percussioni, metalli armonici, campane e fischi provocati dal vento) e attraverso un minimalismo estetico allude ad una memoria archetipa.

Il musicista Riccardo Mancini ha "suonato le sculture" rilebandone i suoni e con un processo di amplificazione e sovrapposizione ha costruito una forma sonora concreto- organica incisa poi su CD. La novità di questo lavoro consiste nell'aver utilizzato fasce sonore che provengono esclusivamente dalle sculture: un nuovo atto di creazione in cui materia e musica sono legate in maniera coerente e interdipendente.

Immacolata Datti
Immacolata Datti nasce a Roma e trascorre la prima giovinezza tra Roma e Spoleto. Il suo lavoro si indirizza sin dall'inizio verso la sperimentazione di materiali naturali: argilla, le­gno, fibre vegetali. A partire dal 1971 assume la terracotta, materia carica di antiche sugge­stioni, come medium privilegiato della sua ricerca plastica, come magico trait-d'union con una dimensione remota e arcaica, di cui indaga il simbolismo primario, la dimensione se­greta e sacrale. Sculture in terracotta sono quindi protagoniste delle sue prime personali (Spoleto, Festival dei due Mondi, 1975; Roma, Palazzo Braschi e Museo del Folklore, 1976; Ancona 1980). Negli anni Ottanta comincia una ricerca sulla simbologia del suono nel suo rapporto con la forma e la materia, che la conduce a ripercorrere in senso antropologico e simbolico antiche culture e a viaggiare in Europa, America Latina e Islam alla scoperta di miti e leggende, all'approfondimento delle religioni arcaiche. Frutto di questo lavoro, in cui seguendo la metamorfosi dal suono alla materia l'artista elabora nuove forme che alludono ad arcane simbologie, sono numerose mostre personali (Savona, Galleria Il Brandale; Roma, Galleria dell' Arco; Padova, Oratorio delle Maddalene; Ascoli Piceno, Galleria Rosati) e col­lettive in Italia, Francia e Grecia. L'attività espositiva si fa intensa poi a partire dagli anni Novanta, in cui Immacolata Datti prosegue il suo lavoro con sculture che, come rivisitazio­ni di antiche civiltà, indagano la natura simbolica delle forme restituendone attraverso un minimalismo ermetico la memoria archetipica: partecipa a diverse edizioni dell' Arte Fiera di Bologna (1992, 1993, 1994), a molte collettive e allestisce numerose personali, tra le quali si ricordano quelle alla Galleria Arti Visive di Sylvia Franchi (1991; 1993; 1995), all'Art Là di Los Angeles, alla Galleria Cavalieri di Bologna, alla Galleria Spazi Oltre e alla Gallera La Bor­gognona a Roma. Nel 1996 realizza con Bruno Del Gaizo il monumento Trasparenze, in ri­cordo di Giovanni Falcone e Ezio Tarantelli (Roma, Piazzale Hegel), e nel 1997 nell'ambito delle Cen­to Piazze di Roma una sua scultura in terracotta (Scala modulare) viene scelta per Via Casti­glion Fibocchi. Partecipa inoltre nel 1997 alla rassegna "Arte a Roma" del Comune di Roma e, in occasione della V Biennale della Ceramica d'Arte Savona Priamar, il Comune di Savona acquista una sua scultura per il locale Museo Comunale. Nel 2001 una sua scultura dedica­ta a E.Tarantelli viene acquistata dall'Università della Calabria per essere installata nella bi­blioteca di Economia.

Sue opere si trovano nei Musei di Ancona, Senigallia, Caltagirone, nel Museo di Arte Con­temporanea di Pieve di Cento (Bologna) e nel Museo Vulcano di Catania.

Casa del Jazz: viale di Porta Ardeatina, 55
Info: 06/704731
www.casajazz.it
Ingresso libero

Relazioni con la stampa:
Maurizio Quattrini
maurizioquattrini@yahoo.it






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