Comunicato del 06/11/2006
 
 

Casa del Jazz


venerdì 10 e sabato 11 novembre ore 21 (sala concerti)

"Franco Cerri: ottant'anni suonati!"
Franco Cerri chitarra
Rossano Sportiello pianoforte
Marco Vaggi contrabbasso
Tony Arco batteria

Anche la Casa del Jazz venerdì 10 e sabato 11 novembre rende omaggio al grande chitarrista Franco Cerri, chiudendo un anno di festeggiamenti per i suoi ottant'anni.

Un omaggio a Franco Cerri, il grande chitarrista milanese che, sempre con ironia, sempre giocando con le note e coi sentimenti, ha attraversato la storia del jazz, e non solo quello italiano.

Franco Cerri, caposcuola della moderna chitarra jazz italiana, stilista di rilievo internazionale, conduttore di popolari trasmissioni televisive dedicate alla musica afroamericana, ha compiuto 80 anni lo scorso 29 gennaio, festeggiandoli, dopo lo scoccare della mezzanotte, sul palcoscenico del Teatro degli Arcimboldi, come si conviene ad un artista ancora in piena attività.
La sua carriera ha conosciuto grandi incontri: Django Reinhardt, Barney Kessell, Jim Hall, ma anche Billie Holiday. Poi Gerry Mulligan, Chet Baker, orge Benson, per non parlare di Mina, di Caterina Valente e degli amici Renato Sellani, Enrico Intra, Gianni Basso, Oscar Valdambrini, coi quali condividere la passione della musica e insieme la fatica nell'ambito di quell'arte che vive, ancora oggi, quando ormai la sua posizione è affermata, consolidata, ammirata, con una sorta di gloriosa ritrosia.

Con lui in questi due concerti alla Casa del Jazz musicisti con i quali suona abitualmente: Rossano Sportiello al pianoforte, Marco Vaggi al contrabbasso e Tony Arco alla batteria.

FRANCO CERRI
Chitarrista,nato a Milano il 29/1/1926, ha esordito nell'orchestra di Gorni Kramer nel 1945.
Uomo pensoso, discreto, teso alla ricerca dell'idea musicale nel rispetto del jazz che sa onorare come sua unica ragione di vita,senza cedimenti o concessioni commerciali. Un linguaggio espressivo, immediatamente riconoscibile, l'entusiasmo rimasto intatto negli anni, la voglia di inseguire sempre nuovi progetti caratterizzano la personalità di Franco Cerri, non soltanto il chitarrista italiano più popolare e autorevole, ma anche uno degli stilisti più importanti del mondo jazzistico europeo, nel quale i grandi chitarristi non sono certo mancati.

Cerri, di formazione totalmente autodidatta, è il classico esempio di artista che si costruisce la propria tecnica non 'in astratto' ma sulla base delle proprie necessità espressive, come del resto è sempre avvenuto nel jazz tra gli artisti più creativi.

Si è formato jazzisticamente con il be-bop, la cui frenesia angosciosa è stata temperata nel tempo dalla ricerca di armonie morbide e suadenti. Ne deriva un fraseggiare costruito sui contrasti, sulla successione di segmenti melodici anche eterogenei e frutto di un'ispirazione feconda, basata sul feeling del momento, mai precostituita o infarcita di cliché. Un senso del colore che si applica anche al parametro armonico, da lui padroneggiato con naturalezza,
elaborato con accostamenti inusuali ma sempre compatibili con la tonalità del pezzo che sta suonando, dove si evidenzia il suo gusto melodico nella rara capacità di "far cantare" le progressioni di accordi. Sia negli assolo, sia nel lavoro di accompagnamento, svolto con gusto sopraffino, emerge quella che forse è la sua qualità più preziosa: una formidabile natura ritmica, spontaneamente portata verso lo swing più esplicito e coinvolgente, che si estende anche alla pronuncia delle frasi, al loro respiro interno, al modo stesso in cui vengono
attaccate le note. Cominciata la sua lunga e feconda carriera nel 1945, al fianco di Gorni Kramer con Bruno Martelli, Franco Mojoli e Carlo Zeme. Cerri si è trovato nel 1949 ad accompagnare Django Reinhardt, la sua prima, vera influenza chitarristica
alla quale seguirono quelle di Jimmy Raney e di Barney Kessel (fondamentale), forse all'origine del sound secco, tagliente degli anni '50, sino ad arrivare a Wes Montgomery e Jim Hall, che sono forse all'origine della scoperta di sonorità più morbide e pastose. Negli anni '50 si è poi trovato al fianco di grandi maestri del jazz: da Chet Baker a Gerry Mulligan, da Billie Holiday a Lee Konitz, ai musicisti del Modern Jazz Quartet.

Le sue collaborazioni vantano altri nomi illustri come: Dizzy Gillespie, Lee Konitz, Jean Luc Ponty, Phil woods, Stephane Grappelli. Cerri si è esibito in Scandinavia, Francia, Olanda, Germania, Svizzera, Belgio, Malta, Montecarlo e negli Stati Uniti nell'ottobre 1966 al 'Lincoln Center' di New York. Salvo una breve interruzione nel 1952 è sempre stato attivissimo sia in Italia che all'estero risultando uno degli uomini più in vista del jazz italiano.

I decenni successivi saranno caratterizzati da una intensa attività concertistica in molti festival internazionali del jazz. Nel 1958 ha registrato con Claude Wiliamson. Da ricordare le incisioni con il sestetto e il quartetto di Chet Baker nel 1959 e sempre nel 59 le registrazioni della 'European jazz Star' di cui ha fatto parte. La collaborazione con la televisione, lo renderà artista popolare anche presso il grande pubblico, è intervenuto in più di 750 trasmissioni e ha i condotto i programmi della Rai come 'Fine serata da Franco Cerri' o il 'Jazz in Italia' o 'Il Jazz Graffitti'. Alla testa di quartetti e quintetti propri, nei quali figurano anche nuovi talenti della scena italiana quali Gianluigi Trovesi e Tullio De Piscopo, dagli anni'70 ha cominciato a sviluppare il lavoro di arrangiamento, riflettendo sulla partitura, le peculiarità del suo stile.
Nel 1980 inaugura il sodalizio con uno dei principali artefici del jazz italiano, il pianista e compositore Enrico Intra. Ha realizzato per il gruppo editoriale Fabbri, un corso di chitarra in sessanta lezioni arrivato alla quinta edizione e diversi metodi di jazz.

Da oltre quarant'anni è primo nella classifica del referendum nazionale per chitarristi jazz.
Nell'ultimo decennio si è proposto come organizzatore e ha intensificato l'attività
didattica in seno all'Associazione Culturale Musica Oggi (di cui con Intra è uno dei fondatori), dirige i Civici Corsi di Jazz di Milano e ha organizzato molteplici rassegne concertistiche. L'associazione Musica Oggi nasce nel 1986 con l'intento di favorire le attività jazz in Italia attraverso seminari, concerti, corsi e incontri con musicisti provenienti da diverse culture musicali.
La discografia di Franco Cerri parte dal 1952 è costituita da album pressoché irreperibili e fuori commercio comprende 78 giri, 33 giri, 45 giri e cd più diverse collaborazioni. In '12 bacchette per una chitarra' Cerri collabora con i più grandi direttori d'orchestra italiani come Ennio Morricone, Claudio Simonetti, Lelio Luttazzi, Kramer...

Nella serie Malobbia degli anni 70 (f.c) troviamo le collaborazioni con Tony Scott, Gorni Kramer, Nando De Luca... Si segnala l'imperdibile antologia Di Jazz in Jazz (Dire), che contiene brani significativi, e con numerose formazioni, ordinati cronologicamente dagli anni' 50 ad oggi.
E poi, i recenti Cerri & Cerri (Dire), con il figlio Stefano, e il progettuale "A Django". En Souvenir De Milan (CDPM Lion), che propone approfondite e complesse rielaborazioni di brani del repertorio di Reinhardt e in cui figura il Franco Cerri Guitar Quartet, pregevole risultato di un quinquennio di lavoro didattico. 'In punta di Cerri' è tra gli ultimi lavori discografici dell'artista.
Nel 2003 l'etichetta Italiano Jazz ha ripubblicato in CD l'album From Cathetus to Cicero e nel 2004 è uscito per la MGM l'album Ieri e oggi.

Casa del Jazz: viale di Porta Ardeatina, 55
Info
: 06/704731
www.casajazz.it
ingresso:
15 euro

Relazioni con la stampa
:
Maurizio Quattrini maurizioquattrini@yahoo.it







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