Jazzitalia - News: Cinico Jazz, ovvero il Jazz secondo Ciprì e Maresco. Uno spettacolo diretto e ideato da Franco Maresco
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Addio a Carlo Loffredo, tra i padri del Jazz in Italia.

Il sassofonista Roberto Ottaviano, a Tel Aviv per un omaggio al compositore Sasha Argov.

E' morto Roy Hargrove!! Il geniale trombettista statunitense è deceduto il 2 novembre 2018. Il cordoglio dei musicisti e della comunità tutta in ricordo del suo grandioso talento..

Giordano in Jazz Winter 2018: Bollani, Cincotti, Level 42, Alex Han e il gospel natalizio per l'edizione winter 2018, nella stupenda cornice del Teatro Umberto Giordano e non solo..

26ma edizione di Umbria Jazz Winter: nel cartellone i più bei nomi del jazz italiano e personaggi di culto del jazz americano. Una edizione che si segnala anche per alcune esclusive. .

Jazz Concept: Forme e Linguaggio Moderno del Jazz. workshop intensivo dedicato allo studio melodico del linguaggio jazzistico a cura del CEMM.

Simona Molinari, Maria Pia De Vito e il B&B Quartet per la 19a Edizione di Sorrento Jazz.

Pubblicato un nuovo testo da Antonio Ongarello dedicato a Scott Joplin: "10 Rags for Jazz Guitar" (trascrizione di "The Enterteiner").

Storica decisione della ECM: la prestigiosa etichetta di Jazz e Musica Contemporanea rende l'intero catalogo disponibile in streaming sulle piattaforme digitali più diffuse.

"The Great 78 Project", digitalizzate 25mila vecchie registrazioni, rese gratuite per il download.

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            CALIGIURI Francesco (sax)
            COLI Alessio (sax)
            D'AVERSA Vanessa (arpa)
            DI VEROLI Angelo (batteria)
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            FUMO Marco (piano)
            GALATRO Francesco (contrabbasso)
            INTUITION QUARTET (gruppo)
            LI VOTI Dario (batteria)
            MUZZU Manuel (basso elettrico)
            PANTALEO Gianluca (basso e contrabbasso)
            PANTIERI Filippo (piano)
            PILATO Frank (chitarra)
            PISANELLO Donatello (chitarra)
            RAVERA Leo (piano)
            SIRAGUSA Nino (chitarra)
            SPARTà Gaetano (pianoforte)
            VISCARDI Paolo (chitarra)
News n. 15069 del 08/05/2010 >> tutte le news...


Cinico Jazz
OVVERO
Il Jazz secondo Ciprì e Maresco
UNO SPETTACOLO DIRETTO E IDEATO DA FRANCO MARESCO

Pochi sanno che Ciprì e Maresco hanno incominciato a lavorare insieme realizzando trasmissioni di jazz per una televisione palermitana che si chiamava (si chiama) TVM. Non percepivano uno stipendio vero e proprio, ma in cambio potevano disporre di attrezzature professionali per produrre i loro cortometraggi e, soprattutto, le prime strisce di Cinico tv, che di lì a poco sarebbe diventato uno dei programmi più originali e dissacranti della televisione italiana. Da allora il jazz è stato un elemento costante nella produzione televisiva e cinematografica di Ciprì e Maresco, e sono non pochi i documentari che i due autori palermitani hanno dedicato ad alcuni dei più grandi protagonisti di questa musica, come Louis Armstrong, Miles Davis e Duke Ellington. Nel 1996 realizzano "A memoria", un mediometraggio muto pensato su misura per il leggendario sassofonista soprano Steve Lacy, il quale improvvisa sulle immagini del film. Una volta Ciprì e Maresco hanno detto: "Facciamo i film pensando al jazz, senza schemi precostituiti.
Ci viene un'idea e la sviluppiamo improvvisando come se suonassimo in una jam session. Il nostro è un cinema jazzistico".

lo spettacolo
Si può definire Cinico Jazz una breve storia del jazz secondo Ciprì e Maresco, a volte irresistibilmente comica, altre volte più drammatica.
In scena c'è Franco Maresco nella veste di "presentatore" che introduce e commenta i frammenti di Cinico Tv e di altri video della coppia, mentre la parte musicale è affidata a Salvatore Bonafede (pianoforte) e Gabriele Mirabassi (clarinetto), ormai da anni acclamati come due grandi del jazz italiano e internazionale. Nel corso dello spettacolo improvvisano sulle immagini di Ciprì e Maresco, suonando celebri standard del jazz, quasi tutti legati ai nomi di musicisti siculo-americani come Nick La Rocca (Domenico La Rocca), Frankie Laine (Francesco Paolo Lo Vecchio), Tony Scott (Anthony J. Sciacca) e altri (Quanti sanno che i jazzisti di origine siciliana hanno dato, insieme agli afroamericani, il più grande contributo alla storia del jazz?).Infine, un aspetto molto importante di Cinico Jazz è dato dalla presenza sulla scena del grande attore e drammaturgo Franco Scaldati, il quale legge testi suoi e di Salvo Licata, trasportando gli spettatori in una Palermo cupa e disperata, svelandone l'anima più nera, ma anche, nello stesso tempo, la rabbia e la voglia di riscatto di chi ancora continua a resistere, malgrado tutto. Uno dei momenti più suggestivi dello spettacolo è quello in cui Scaldati rievoca i particolari richiami con i quali gli "abbanniaturi" (venditori e artigiani ambulanti) annunciavano il loro arrivo nei quartieri e nelle contrade per vendere le merci e offrire i loro servizi. Erano richiami un po' cantati e un po' parlati, caratterizzati da variazioni ritmiche e modulazioni melodiche di evidente origine araba. Scaldati ripropone, insieme a Bonafede e Mirabassi, le "abbanniatine" sottoforma di call and response, alla maniera degli spirituals e dei canti blues, dimostrando ancora una volta che il jazz è una musica che non conosce confini e rinasce continuamente.

Daniele Ciprì,
nato a Palermo il 17 agosto del 1962, è figlio di un fotografo che aveva uno studio specializzato in matrimoni. "… vengo da una famiglia di artigiani dove c'era bisogno di inventarsi continuamente un lavoro. Mio padre è stato uno degli ultimi riparatori di macchine fotografiche e cineprese, era un tecnico. Mi ha aiutato molto, mettendomi in mano una cosa che mi piaceva, la cinepresa, il cinema. Sono rimasto affascinato da questo mestiere, ho scelto di abbandonare gli studi, e non me ne sono mai pentito".
Molto presto, quindi, inizia a lavorare come operatore in una cooperativa di servizi.

Franco Maresco,
nato a Palermo nel 1958, giovanissimo comincia a lavorare in radio e tv private. In particolare, cura alcuni programmi di jazz e di cinema per Radio Palermo Centrale, che allora era un'emittente molto seguita. Nell'80 approda al cineclub Nuovo Brancaccio, attivo in una delle zone a più alta densità mafiosa della città. Nell'83 fonda la cooperativa di cinema e spettacoli Rosebud e nell'85 apre un negozio di videocassette, divenuto ben presto un punto d'incontro per gli appassionati di cinema.

Franco e Daniele si conoscono e iniziano a collaborare nel 1986, realizzando micro-montaggi con frammenti di film ed altri brevi lavori in video che appaiono alla televisione locale Tvm. Nel 1990 i corti di Cinico Tv approdano a Fuori Orario di Enrico Ghezzi (Raitre) e si impongono quindi a livello nazionale; seguiranno Blob (nel '92, 49 puntate di "Blob – Cinico TV") e Avanzi. Palermo vi è descritta come una città devastata, dal desolato paesaggio apocalittico. L'attraversano figure disperatamente grottesche – miserevoli e ripugnanti, sbracate e blasfeme, freaks di una marginalità postpasoliniana – immerse in situazioni assurde e scolpite in un bianco e nero da cinema classico, che restituisce loro una struggente dignità. Lo spirito ferocemente dissacrante, il gusto dello sberleffo e del paradosso sono il tratto costitutivo anche dei lavori successivi, dove riconosciamo ambientazioni, personaggi, citazioni filmiche. Del 1995 è il loro primo lungometraggio Lo zio di Brooklyn, film estremo e radicale, che mostra una Palermo periferica e desertificata, dove "sembra che sia avvenuta la fine del mondo". Segue Totò che visse due volte (1998), film ferocemente iconoclasta, che provoca accese polemiche, anche per la censura che ne blocca la visione nelle sale. Nel 1999 esce Enzo, domani a Palermo !, tragicomica video-biografia di Enzo Castagna, piccolo boss palermitano che controlla l'impiego delle comparse nel mondo dello spettacolo e del cinema in Sicilia. Nel febbraio del 2002 debuttano in teatro alla Biennale di Venezia con Palermo può attendere (prodotto da Giuseppe Bisso per la Biennale di Venezia), in cui gli attori in scena (Luigi Maria Burruano, Mimmo Cuticchio, Gino Carista) interagiscono con paesaggi e attori (Franco Scaldati) che si muovono su tre schermi che si impongono come elementi della scenografia. Nell'agosto 2003 presentano il Film " Il ritorno di Cagliostro" alla 60^ Mostra del Cinema di Venezia in concorso " Controcorrente". Il loro ultimo Film, " Come inguaiammo il cinema italiano", dedicato ai due grandi comici siciliani Franco Franchi e Ciccio Ingrassia è stato presentato con successo all'ultima edizione della Mostra Cinematografica di Venezia 2004. Nel giugno del 2005 Ciprì e Maresco hanno presentato a Bologna, nell'ambito della rassegna "Il cinema ritrovato", lo spettacolo "Viva Palermo e Santa Rosalia", con immagini e musica improvvisata dal vivo da Salvatore Bonafede al pianoforte ed Enrico Rava alla tromba, mentre in scena si esibivano gli attori Franco Scaldati e il grande puparo e "cuntista" Mimmo Cuticchio. (Lo spettacolo sarà replicato l'anno successivo a Milano nell'ambito degli eventi speciali della "Milanesiana"). Nell'agosto dello stesso anno Ciprì e Maresco inaugurano, con uno spettacolo dal titolo "Inventario Siculopalermitanesco", la venticinquesima edizione del festival del jazz di Roccella Jonica, ancora una volta con la partecipazione di Bonafede, Rava e Scaldati. Tra il 2006 e il 2007, Ciprì e Maresco tornano in televisione con due programmi intitolati "I migliori nani della nostra vita" e "Ai confini della pietà", entrambi andati in onda su La7.

Attualmente Franco Maresco sta ultimando la lavorazione di un film documentario dedicato al grande clarinettista siculo-americano Tony Scott.

Festival (selezione)
- Berlino 1998
- Locarno 1999
- Rotterdam 1999
- Vila do Conde
- Bellaria
Anteprima per il cinema indipendente italiano
- Torino Film Festival
- Festival di Venezia
1999, 2003 concorso controcorrente, 2004 evento speciale

Retrospettive (selezione)
- Lisbona – Cinemateca portuguesa
- Parigi – Cinémathèque
- Londra – Istituto italiano di cultura
- Tokyo
- Rochester, NY
- Rotterdam
- New York Lincoln Center

Premi (selezione)
- Premio Aristofane per la satira televisiva (1992)
- Premio Forte dei Marmi (1994)
- Premio Saint Vincent (1996)
- Premio Casa Rossa – Bellaria (1996)
- Premio "Lo straniero" (2003)
attribuito dalla Fondazione Carmelo Bene
- 5 candidature ai nastri d'argento 2003
per "il ritorno di Cagliostro"
- Premio Pasinetti anno 2004
per " Come inguaiammo il cinema italiano"
- 1 candidatura Nastri D'Argento 2004
per " Come inguaiammo il cinema italiano"

Videofilmografia

1986
- Il lato estremo del visibile (cm)
- Così (cm)

1989
- Pasta e patate (cm)
- Mai (cm)
- Illuminati (cm)
- Omaggio a E. (cm)
- Loro di Palermo (cm)

1991
- Stanley's room n°1 (cm)
- Stanley's n°2 (cm)
- Seicortosei (cm)
- Addio o arrivederci (cm)
- Santa Maria (cm)
- Verso Vertov (cm)

1992
- Venerdì Santo (cm)
- Keller (cm)
- Martin… a little (con Martin Scorsese) (cm)
- Il corridore della paura (con Samuel Fuller) (cm)
- Metamorfosi di una melodia (con Amos Gitai) (cm)
- Cani (cm)

1993
- Pasta e fagioli (cm)

1995
- Lo zio di Brooklyn (lm)
- K. (cm)
- Il Manocchio (cm)
- Totò che visse due volte (lm)
- Enzo, domani a Palermo! (mm)
- Steve plays Duke (mm)
- Arruso (cm tv)
- Tutti for Louis (mm tv)
- Miles Gloriosus (mm tv)
- Dieci minuti alla fine (cm)
- Il ritorno di Cagliostro (lm)
- Come inguaiammo il cinema italiano
(La vera storia di Franco e Ciccio) (LM)

Franco Scaldati
attore

Nasce nel 1943 a Montelepre (PA). Nei primi anni '70 si dedica alla scrittura e realizzazione di spettacoli con la Compagnia del Sarto da lui stesso fondata. Il suo impegno, innanzitutto letterario, è rivolto alla riformulazione del dialetto palermitano in una matrice poetico/drammaturgica che stabilisce un incontro forte e necessario delle tradizioni della sua terra con la storia del teatro dalle origini ai grandi autori del ‘900, mediante un linguaggio originale costruito con antica sapienza, e che si concreta nella sua implicita valenza teatrale, ponendo l'attore al centro della scena. Dal 1976, con la messa in scena de Il Pozzo dei Pazzi e, a breve distanza, di Lucio, Manu Mancusa e de Il Cavaliere Sole si è imposto all'attenzione della cultura nazionale ed internazionale ricevendo nel corso degli anni diversi premi: Sole blu al festival Riccione TTVV (1987-88), Premio Ubu (1990-97), Premio Coppola-Prati (1991) e Premio SIAE (2000). L'ETI, nel 1992, ha selezionato Il Pozzo dei Pazzi nell'attività di promozione all'estero della drammaturgia contemporanea italiana, a seguito di questo riconoscimento il testo è stato tradotto in francese dallo scrittore Jean Paul Manganaro. Tra gli altri lavori teatrali, diretti dallo stesso autore, ricordiamo: Cuniesci Arriniesci (1977), Indovina Ventura (1983), Occhi (1987-88), Angeli (1990), Ofelia è una dolce pupa tra i cuscini (1996), Ombre folli (2000). La Ubulibri nel 1990 ha pubblicato Il teatro del sarto in cui figurano: Il Pozzo dei Pazzi (1976), Assassina (1985), Occhi (1987) e La Guardiana dell'acqua (1988) e nel 1997 Rubbettino ha inserito il testo Lucio all'interno della monografia Franco Scaldati, curata da Valentina Valentini per la collana Teatro contemporaneo d'autore, comprendente un CD audio.
Nel 2003, nella stessa collana, la Rubbettino ha pubblicato il testo Totò e Vicé anche questo curato da Valentina Valentini, con la collaborazione e la traduzione in italiano di Antonella Di Salvo. Nel 2003 la casa editrice Tyita, ha pubblicato il testo Adelina, Adelina e Adelina, cosa fanno? Nel 2005 con il contributo dell'Assessorato Beni Culturali della Regione Siciliana e dell'Ersu di Palermo è stato pubblicato "Il libro notturno". Nel 2005 la UBU libri ha pubblicato "Pupa Regina Opere di fango". Nel 2008 la UBU libri ha pubblicato "La gatta di pezza". Nel 2009 la UBU libri ha pubblicato "Il teatro dell'Albergheria" in cui figurano i testi "La notte di Agostino il topo" e "Sonno e Sogni". Sono state messe in scena da altri registi le seguenti opere: Il Pozzo dei Pazzi, Lucio, La Locanda Invisibile e la trasposizione dialettale de La Tempesta di W. Shakespeare. Il drammaturgo ha inoltre elaborato, in lingua, i cori de La sposa di Messina di F. Schiller. La sua attività intensa e costante ha prodotto diverse altre opere non ancora pubblicate fra cui: Manu Mancusa (1978), Il Cavaliere Sole (1979), Buela (1982), Indovina Ventura (1983), Ofelia è una dolce pupa tra i cuscini (1994) e La Locanda Invisibile (1996).
Negli anni novanta, a partire dall'esperienza del Laboratorio Femmine dell'Ombra, la sua attenzione si è rivolta al lavoro sul territorio con gli abitanti di uno dei quartieri del centro storico di Palermo (Albergheria), dove hanno avuto luogo studi di laboratorio, con esiti finali proposti al pubblico, consistenti in un lavoro continuo sulla recitazione, sulla poesia, sulla scrittura teatrale e sulla messa in scena che ha consentito ad ogni partecipante di sviluppare la propria dimensione artistica ed attoriale e all'autore di esplorare nuove prospettive di ispirazione e di ricerca, in un contesto di forte valenza politica e sociale dove la parola scritta, come a volere chiudere un cerchio, tende a fare ritorno alla materia vivente sulla quale Franco Scaldati ha fondato la ragione poetica ed estetica della sua molteplice attività.
Tra le opere recentemente scritte ricordiamo: "La Notte di Agostino il topo", "Santa e Rosalia", "Sonno e sogni", "Libro Notturno", "La gatta di pezza", "Pupa Regina, Opere di Fango" rappresentato al Festival di Benevento nel 2003 e a Parigi nel 2004 allo Studio des Champs Elysées nell'ambito del progetto "Les Italiens", e candidato al Premio Olimpico 2004 – ETI – Terna per il Teatro di Innovazione. Nel 2003, sull'opera di Franco Scaldati, è stata allestita una mostra dal titolo "Luminaria" curata da Enzo Venezia. Nel 2002, Scaldati ha curato insieme a Felice Cappa la stesura della sceneggiatura del film "Il ventre di Palermo. Sulle tracce di Falcone e Borsellino" – Prodotto da RAI 2. Tra le partecipazioni ai film ricordiamo: "Caos" dei fratelli Taviani, "L'uomo delle stelle" di Giuseppe Tornatore, "Gli indesiderabili" di Pasquale Scimeca, "Il Buma" di Giovanni Massa, "Il ritorno di Cagliostro" di Ciprì e Maresco, "La passione di Giosuè l'ebreo" di Pasquale Scimeca, "Rosso Malpelo" di Pasquale Scimeca, "Baharia" di Giuseppe Tornatore. Nel 2004 ha partecipato, alla Certosa di Padula, alla 3^ Edizione della Mostra "Le Opere e i Giorni" curata da Achille Bonito Oliva, con la lettura del suo testo "Libro Notturno" e con un video di appunti per la realizzazione dello spettacolo sul testo "Grazia" da lui stesso scritto. Nel 2005 e nel 2006 ha ricoperto l'incarico di Direttore Artistico della sezione teatro delle Orestiadi di Gibellina.Nel 2007 vince il premio dell'Associazione Nazionale dei Critici Italiani che così motiva: "…..autore, regista e straordinario attore, ha gestito negli anni queste tre diverse dimensioni del proprio fare teatrale con una straordinaria capacità di rendere ogni suo spettacolo un irripetibile rito di bellezza" Nel 2007 ha scritto, per la regia di Federico Tiezzi, il terzo atto de "I giganti della montagna" di L. Pirandello. Nel 2008 il regista Pasquale Scimeca ha realizzato un film tratto dal testo "Il cavaliere Sole" scritto da Scaldati nel 1979.


SALVATORE BONAFEDE
PIANOFORTE

Pianista e compositore, è nato a Palermo nel 1962: inizia lo studio del pianoforte a otto anni e nel 1989 si diploma presso il Berklee College of Music di Boston. Tra il 1974 e il 1978 partecipa alle trasmissioni televisive "Sapere: il jazz in Italia", "Chitarra e fagotto" e "Di jazz in jazz" dove suona con il proprio gruppo e con l'orchestra della RAI di Milano.Trasferitosi negli Stati Uniti nel 1986 comincia a collaborare stabilmente con Jerry Bergonzi con il quale compie due tournée in Australia e un seminario di jazz presso la Harvard University (Cambridge, Mass.); contemporaneamente Bonafede fa parte dell'orchestra della Brandeis University esibendosi nel circuito universitario del New England. Nel 1989 si trasferisce a New York dove inizia l'attività di capogruppo nei vari jazz club della città; continua a lavorare anche con la Vanguard Jazz Orchestra, Lew Tabackin, Dewey Redman e si esibisce alla Town Hall. Nel 1990 incide per l'etichetta giapponese Ken Music il suo primo lavoro come capogruppo e compositore, "Actor-Actress", a capo di un quartetto con Joe Lovano, Cameron Brown e Adam Nussbaum. L'anno successivo, sempre per la stessa etichetta, una seconda registrazione lo vede impegnato con Marc Johnson e Paul Motian.
Trasferitosi in Italia Bonafede compie una lunga tournée europea (1997) e una italiana (2003) a fianco di Joe Lovano, partecipa allo spettacolo "Sinfonia dei due mondi" del regista Jérôme Savary e alle trasmissioni radiofoniche nazionali "Invenzioni a due voci", "Jazz Club" e "I concerti del Quirinale". Collabora come compositore per teatro (Biennale di Venezia, 2002) e cinema (Gran Premio Città di Lagonegro per la migliore colonna sonora – 2003, nomination per la Migliore Musica ai Nastri d'Argento 2004, B.A. FilmFestival Premio per la miglior colonna sonora – 2004) con i registi Daniele Ciprì e Franco Maresco. Nel 2004 viene pubblicato per la CamJazz il CD "Journey to Donnafugata", rifacimento delle musiche rotiane del film "Il Gattopardo", comprendente Enrico Rava, John Abercrombie e Ralph Towner. Partecipa al Festival delle Letterature accompagnando con le sue musiche la scrittrice serba Natasha Radojcic. Torna a esibirsi a New York con la Street Band di Joe Lovano e, con quest'ultimo, alla Town Hall per la manifestazione "The 2005 Nightlife Awards". Viene riconosciuto quale miglior nuovo talento nell'ambito del referendum "Top Jazz" (1991) indetto annualmente dalla rivista specializzata Musica Jazz e premiato per il migliore disco dell'anno ("Ortodoxa", Red Records) dal quotidiano Il Foglio (2001) e da Musica Jazz ("Premio Arrigo Polillo" 2001). Il giornalista Enzo Siciliano ha scritto: "Appunto, è il melodismo ironico, sapiente di Rota, che Bonafede rigoverna in disincantato swing, a far presa in Ortodoxa, esempio ottimo di jazz italiano, la melodia impigliata a un'indagine sempre inventiva delle sonorità strumentali". Alcune sue composizioni sono state incluse nel "European Real Book" pubblicato dalla Sher Music. Attivo anche didatticamente (è docente al Conservatorio di Trapani), Bonafede ha composto circa 400 brani dei quali 100 sono stati registrati; ha inoltre pubblicato circa 40 registrazioni di cui 10 a proprio nome.


GABRIELE MIRABASSI
CLARINETTO

E' uno dei massimi virtuosi odierni del clarinetto a livello internazionale. Dopo il diploma, conseguito col massimo dei voti e lode, la sua formazione musicale per i primi anni ha riguardato le tecniche esecutive peculiari della musica contemporanea. Parallelamente ha cominciato a lavorare professionalmente in ambito jazzistico, attività che, a partire dall'incisione di Coloriage (1991), in duo col fisarmonicista Richard Galliano, è diventata mano a mano sempre più consistente fino a diventare esclusiva. In duo con Stefano Battaglia incide Fiabe, con Sergio Assad Velho Retrato e firma Cambaluc, dove il quartetto di clarinetti namaste è affiancato da vari ospiti tra i quali lo stesso Galliano, Riccardo Tesi e il fratello Giovanni. Nel 1996 vince il Top Jazz nella categoria "miglior nuovo talento". Nel 2000 a "Umbria Jazz" presenta insieme a Luciano Biondini, Michel Godard e Francesco D'Auria il progetto Lo Stortino che riceve consensi di critica e di pubblico sia in Italia che all'estero. Nel progetto si rileva una particolare attenzione alle variegate architetture compositive che attingono soprattutto alla tradizione popolare e alla musica colta europea, ponendo le basi per quella linea di ricerca che animerà gran parte dei lavori che seguiranno.Tra i dischi successivi si segnalano 1 a 0 (Egea), lavoro incentrato sullo choro brasiliano, Latakia Blend con Luciano Biondini e Michel Godard (Enja), Fuori le mura (Egea) in duo con Luciano Biondini e New Old Age, con John Taylor e Steve Swallow. Ai primi di ottobre 2003 Gabriele Mirabassi e Guinga, straordinario chitarrista, compositore e cantante brasiliano, hanno inciso il loro primo disco in duo,"Graffiando vento", presentato in occasione di Umbria Jazz Summer 2004 e definito nello stesso anno dalla Folha de Sao Paulo "miglio disco di musica strumentale brasiliana dell'anno".
Le collaborazioni sono numerosissime, ed estremamente eterogenee sul piano degli stili e dei linguaggi, molte sono documentate discograficamente (Rabih Abou Khalil, Mina, John Cage, Ivano Fossati, Battista Lena, Riccardo Zegna, Enrico Pieranunzi, Roberto Gatto, Cristina Zavalloni, Trio madeira-brasil, Istituzione Sinfonica Abruzzese, Marco Paolini, Mario Brunello, Orchestra d'archi italiana), solo per citarne alcune. Negli ultimi anni Mirabassi ha ampliato notevolmente il suo panorama di collaborazioni, sapendo allargarsi con coraggio ad altri ambiti di spettacolo: oltre alla, ormai stabile collaborazione con Gianmaria Testa, ricordiamo quella con lo scrittore Erri De Luca (insieme al quale ha dato vita allo spettacolo "Chisciotte e gli invincibili"), quella con la cantante Barbara Casini e Monica Demuru (in trio, hanno realizzato lo spettacolo/concerto, a metà tra musica e teatro, "Costruzione", dedicato alla figura di Chico Buarque). Sempre nell'ambito di un interessante scambio delle arti, di recente ha partecipato al progetto "Animalie" con David Riondino, Giorgio Rossi e con la regia di Giorgio Gallione. "Canto di ebano", uscito a marzo 2008 con la storica etichetta EGEA, è un omaggio allo straordinario legno africano e alle appassionate mani (italiane) che lo trasformano in clarinetto. Un disco a lungo atteso e da lui lungamente desiderato, interamente a suo nome. "Canto di ebano" ha vinto il ventiseiesimo TopJazz 2008 come MIGLIOR DISCO DELL'ANNO. MIRAMARI, che lo vede in scena con André Mehmari, giovane, talentuosissimo ed eclettico pianista, compositore ed arrangiatore brasiliano, candidato nel 2008 ai latin Grammy Awards, rappresenta l'ultima fatica, uscita in Italia ed Europa a febbraio 2010 con la storica etichetta di sempre, Egea Records.

CINICO CINEMA s.r.l.
Via G.ppe De Spuches n. 9
90141 PALERMO
+39 338 1723737 (Maurizio Bassi)
maurizio.bassi@gmail.com
 















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