Jazzitalia - News: Piacenza Jazz: Tchicai, Fewell, Gartmayer Trio, Ray Anderson's Pocket Brass Band, Django's Clan & Karin Van Kooten, il libro di Stefano Zenni e conferenza su Monk
versione italiana english version
 
NEWS
Bookmark and Share Jazzitalia Facebook Page Jazzitalia Twitter Page Feed RSS by Jazzitalia - Comunicati Feed RSS by Jazzitalia - Agenda delle novit�

Pubblicato "Bass Way", il nuovo Metodo Didattico per contrabbasso classico e jazz di Marcello Sebastiani..

Riparte il San Severo Winter Jazz Festival. Annunciata la XI^ Edizione 2020/21 a cura del direttore artistico Antonio Tarantino.

Il Saint Louis College Of Music presenta Master di I Livello in Music Business & Management (60 CFA).

Arduino Jazz 2020. Al Parco Archeologico dell'Appia Antica il grande jazz tra nomi internazionali e sperimentazione con la rassegna ‘Dal Tramonto all'Appia: Around Jazz'.

Corso in Rebranding e Self-Promotion nel Music Business. A cura di Fiorenza Gherardi De Candei e Alceste Ayroldi.

Solo un arrivederci per Umbria Jazz. Costretti ad annullare l'edizione del 2020, sono già riprogrammati alcuni concerti esclusivi per l'edizione 2021!.

Saint Louis Club House, il nuovo salotto musicale ideato dal Saint Louis per ascoltare, vedere e degustare la musica comodamente dal divano di casa, in tempi di emergenza Covid-19. .

McCoy Tyner, icona del pianismo e del jazz, se ne è andato. Aveva 81 anni. .

Esce Pentatonic Pyromania di Mimmo Langella, un manuale per arricchire tecniche e fraseggio per chitarra in ambito Pop, Rock, Jazz e Fusion.

Pubblicato un nuovo testo da Antonio Ongarello dedicato a Scott Joplin: "10 Rags for Jazz Guitar" (trascrizione di "The Enterteiner").

Storica decisione della ECM: la prestigiosa etichetta di Jazz e Musica Contemporanea rende l'intero catalogo disponibile in streaming sulle piattaforme digitali più diffuse.

"The Great 78 Project", digitalizzate 25mila vecchie registrazioni, rese gratuite per il download.

Ultimi aggiunti:

            ADJÀ QUINTET (gruppo)
            ALESSI Piero (batteria)
            BELLADELLI Antonio (voce e contrabbasso)
            CAGNETTA Mariangela (voce)
            CAPRARESE Cristian (pianoforte)
            CASSARA' Elio (chitarra)
            CRISTOFARO Gaetano (sax e clarinetto)
            GADDI Piero (pianoforte)
            INDRA (gruppo)
            LAVIANO Alfredo (batteria e percussioni)
            LEPORE Fabio (voce)
            MECENERO Maurizio (chitarra)
            RICCIU Daniele (sax)
            RIVA Marco (polistrumentista)
            ROBERTO Davide (percussioni)
            ROSSINI Giorgio (voce)
            TATONE Angelo (chitarra)
            VARAVALLO Luca (contrabbasso)
News n. 18898 del 16/03/2012 >> tutte le news...




Al "Piacenza Jazz Fest 2012" quarto appuntamento della rassegna "Jazz Club!"
Il Tchicai - Fewell - Gartmayer Trio al "Milestone" di Piacenza
Venerdì 23 marzo alle ore 22.00

La manifestazione "Piacenza Jazz Fest", che si fregia del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed è organizzata dall'Associazione culturale "Piacenza Jazz Club", con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano, della Regione Emilia-Romagna, del Comune e della Provincia di Piacenza e l'adesione di alcune realtà istituzionali e imprenditoriali del territorio, prosegue venerdì 23 marzo con la rassegna "Jazz Club!", che propone il concerto del Tchicai - Fewell - Gartmayer Trio, in programma alle ore 22.00 presso il circolo culturale "Milestone" di Piacenza (Via Emilia Parmense 27), sede dell'Associazione "Piacenza Jazz Club" (ingresso 7 euro con tessera Piacenza Jazz Club o Anspi; prenotazione tavoli per la cena n. 345.7404041- posti limitati).

Sul palco un trio di virtuosi del jazz contemporaneo: John Tchicai al clarinetto basso, Garrison Fewell alla chitarra e Susanna Gartmayer al clarinetto basso, che promettono un sound inedito.

Il clarinettista e saxofonista John Tchicai, figura chiave del free-jazz storico, è nato nel 1936 a Copenaghen da madre danese e padre congolese ed è tra le figure di spicco della "new thing" jazzistica esplosa a New York negli anni ‘60, ma in realtà ha trascorso la maggior parte della sua carriera nel promuovere la causa del jazz d'avanguardia nel Nord Europa. Ha iniziato a suonare il violino all'età di dieci anni e a sedici anni è passato al clarinetto e al sax alto, focalizzandosi su quest'ultimo presso il Conservatorio di Musica della Danimarca. Verso la fine degli anni ‘50 ha iniziato a girare sulla scena jazz del nord Europa e nel 1963 si è trasferito a New York per immergersi nell'epicentro del free jazz. Qui è diventato presto partner musicale di artisti quali Don Cherry, Archie Shepp, Albert Ayler. Ha fondato il "New York Art Quartet", con Roswell Rudd, Lewis Worrell e Milford Graves ed è stato saxofonista nel "New York Contemporary Five". Ha inciso con Albert Ayler, John Coltrane (nella leggendaria pietra miliare del jazz "Ascension"), Carla Bley e persino con John Lennon. Nel 1966 Tchicai è tornato in Danimarca e ha fondato il grande ensemble "Cadentia Nova Danica", che ha diretto fino al 1971. Poco dopo, ha ridotto le esecuzioni per concentrarsi sulla didattica a tempo pieno. Nel 1977 è tornato in studio e negli anni ‘80 si è unito alla "Pierre Dorge's New Jungle Orchestra". Nel 1990, Tchicai ha ricevuto una sovvenzione a vita per le prestazioni jazz del Ministero danese della cultura e l'anno successivo si è trasferito in California, dove lui e la moglie tastierista hanno fondato i gruppi "John Tchicai & the Archetypes" e "John Tchicai Unit".
Il chitarrista americano Garrison Fewell, di estrazione certamente più "mainstream", si fa notare per un approccio elegantissimo alla sei corde. Nato a Charlottesville (Virginia) e cresciuto a Philadelphia (Pennsylvania), comincia lo studio del blues acustico e della stride guitar all'età di undici anni, suonando musica di Mississippi John Hurt, Fred McDowell e del Reverendo Gary Davis. Nel 1967 inizia a sua attività professionale nell'area di Philadelphia, suonando trascrizioni dei chitarristi di Delta Blues e musica originale acustica improvvisata e partecipando al "The Main Point", il più importante raduno di musica acustica di Philadelphia. Nel 1972 è in tour in Turchia, Iran, Afghanistan e Pakistan e scopre nuove melodie e nuovi ritmi esotici. Tornato negli Stati Uniti nel 1973, ha studiato chitarra jazz con Lenny Breau e Pat Martino e si è diplomato in chitarra presso il "Berklee College of Music" di Boston, dove insegna chitarra dal 1977. Fewell ha divulgato il suo ottimo metodo di approccio all'armonia jazz, all'improvvisazione e alla chitarra nella maggior parte dei conservatori Europei; al Conservatorio di Rotterdam ha iniziato a collaborare con grandi artisti jazz olandesi, come il pianista Cees Slinger. Ha, inoltre, suonato al "North Sea Jazz Festival" in duo con il pianista americano Dave Frank. Nel 1989 si è trasferito a Parigi, dove ha insegnato presso l'"American School of Modern Music" e si è esibito nei più famosi jazz club dell'area di Saint Germain des Pres. Nell'estate dello stesso anno ha concluso un tour italiano con un'esibizione a "Umbria Jazz". Nel 2006 e nel 2007 è stato docente ai "Seminari Nazionali di ArquatoJazz", organizzati da "Piacenza Jazz Club" in collaborazione con il Comune di Castell'Arquato (PC). Fewell ha formato un duo con il pianista americano Alex Ulanowsky, con cui è stato in tour nei maggiori conservatori olandesi, in Belgio e in Austria, con concerti e workshop anche a Milano, Verona e Lugano. Ė autore di diverse incisioni, tra le quali ricordiamo Are You Afraid of the Dark? con il bassista Cecil McBee, il pianista Laszlo Gardony e il batterista Matt Wilson; Reflection of a Clear Moon, selezionato come "Top Ten Jazz Albums of 1997" dal "Philadelphia Inquirer"; Birdland Session, con la partecipazione del pianista Jim McNeely, del bassista Steve LaSpina e del batterista Jeff Williams; City of Dreams, con il pianista George Cables, il saxofonista Tino Tracanna, il bassista Steve LaSpina e il batterista Jeff Williams. Fewell continua a suonare, insegnare e registrare, sia in Europa, sia negli States.
Susanna Gartmayer, clarinetto, clarinetto basso e sax alto, attiva da tempo in territori free-rock, progressive e avant-jazz europeo, è nata a Vienna nel 1975 e lavora nel campo dell'improvvisazione "multi-ideomatic", la musica rock sperimentale e multimediale della ricerca sonora. Ha studiato presso l'"Accademia di Belle Arti" di Vienna e la "Glasgow School of Art" (master per la pittura e incisione nel 2000) e ha preso lezioni private di saxofono, clarinetto basso e composizione; ha, inoltre, studiato armonia jazz e ritmica al Conservatorio di Vienna. Si esibisce dal vivo dal 2004 ed è membro della "Vegetable Orchestra", con cui ha tenuto numerosi concerti in Europa e in Asia dal 2005. Ha all'attivo importanti collaborazioni, tra le quali ricordiamo quella con Roscoe Mitchell. Si è esibita in numerosi festival (Konfrontationen Nickelsdorf, Avant-Art Festival Wroclav, Kaleidophon Ulrichsberg, Viennale, Wien Modern, Huddersfied Festival, Salzburger Festspiele, Wels Unlimited, Interpenetrazione Festival di Graz, Bollwerk Bellouard Friburgo, Bad Bonn Kilbi) e ha, inoltre, partecipato a diverse registrazioni, l'ultima della quali è Broken.Heart.Collector (Discorporate, 2011), un progetto di avant-rock/art-rock, nato dall'incontro con gli austriaci Bulbul e la flautista-vocalist slovena Maja Osojnik.

L'ultimo appuntamento della rassegna "Jazz Club!" è il concerto del Maxx Furian Jazz Time Quartet, in cartellone venerdì 30 marzo con il progetto "L'Equilibrista".

Il programma ufficiale del "Piacenza Jazz Fest", con le indicazioni relative ai teatri, ai biglietti e alle prevendite, è pubblicato sul sito www.piacenzajazzfest.it. Info festival n. 348-6969333.

--------------------------------------------------------------------------

"Piacenza Jazz Fest 2012" prosegue con due imperdibili appuntamenti

Sabato 24 marzo
Ray Anderson's Pocket Brass Band al Teatro "President" di Piacenza
Alle ore 21.15 in collaborazione con "Jazz Network-Crossroads"

Stefano Zenni presenta il suo libro "Storia del Jazz. Una Prospettiva Globale"
alla "Galleria d'Arte Moderna Giuseppe Ricci Oddi" di Piacenza
Alle ore 17.30 presso l'aula didattica, in collaborazione con SIdMA - Società Italiana di Musicologia Afroamericana

La nona edizione della manifestazione "Piacenza Jazz Fest", che si fregia del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed è organizzata dall'Associazione culturale "Piacenza Jazz Club", con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano, della Regione Emilia-Romagna, del Comune e della Provincia di Piacenza e l'adesione di alcune realtà istituzionali e imprenditoriali del territorio, torna sabato 24 marzo 2012 con un concerto serale e un evento pomeridiano.

In serata, il festival tocca uno dei sui punti più alti ospitando la Ray Anderson's Pocket Brass Band, che si esibirà alle ore 21.15 al teatro "President" di Piacenza (Via Manfredi 30; biglietteria serale dalle ore 19.30). Con questo concerto "Piacenza Jazz Fest" rinnova la pluriennale collaborazione con la kermesse itinerante Crossroads, curata da Jazz Network e giunta alla sua tredicesima edizione. Il chicagoano Ray Anderson (trombone e voce) sarà affiancato sul palco da tre eccellenti comprimari: Lew Soloff alla tromba, Matt Perrine alla tuba ed Eric McPherson alla batteria.

Il marchio di un grande artista si vede dalla sua capacità di andare oltre l'eccellenza tecnica e di impartire una personale visione, un senso dello stile e una forma espressiva che sono indelebilmente proprii; tra i musicisti jazz moderni, nessuno arriva a questi standard più di Ray Anderson, che unisce tradizione e avanguardia ed è musicalmente il più interessante e il più tecnicamente virtuoso trombonista della scena jazz internazionale, la cui sublime padronanza dei trucchi del mestiere è eguagliata dallo spirito generoso che riversa nel suo suono. Anderson è stato nominato per cinque anni consecutivi miglior trombonista dal sondaggio promosso dalla rivista "DownBeat" e definito "il più emozionante suonatore di ottoni della sua generazione" dalla "Penguin Guide to Jazz on CD". Il periodico svizzero "Die Weltwoche" scrive di lui: "Anderson non è solo il più virtuoso suonatore di trombone, ma anche colui che parla con il maggior numero di lingue. L'intera storia dello strumento è presente nel suo modo di suonare, perlomeno la storia del Jazz". Descritto dal critico Gary Giddins come "uno dei più convincenti trombonisti originali", è di volta in volta un suonatore estremamente lirico, un solista dal suono naturalmente caloroso e un innovatore senza vincoli. Ampliando la portata sonora del trombone con le sue tecniche estese e con l'uso non convenzionale del pistone muto e dei toni che riproducono il suono della voce, ha giocato un ruolo importante nel risvegliare l'interesse per lo strumento negli anni '80.
Nato a Chicago nel 1952, Anderson è figlio di teologi. Ha intrapreso lo studio del trombone in quarta elementare, influenzato da registrazioni Dixieland di suo padre. Ha frequentato la "University of Chicago Lab School", dove uno dei suoi compagni di classe era un altro notevole trombonista, George Lewis. Tra i suoi insegnanti figurano Frank Tirro, divenuto preside della scuola di musica di Yale e Ehi Dean, che ha introdotto il giovane Ray tra musicisti come John Cage e Archie Shepp. Da adolescenti, lui e Lewis sono stati esposti ai suoni esplorativi della "Association for the Advancement of Creative Musicians", con i cui illustri membri Anderson suonerà poi intensamente. Allo stesso tempo, però, aveva la mente rivolta ai suoni popolari e innovativi di James Brown, Sly Stone e Jimi Hendrix. Anderson ha suonato in band di R&B mentre frequentava il college in Minnesota e Los Angeles e con band funk e latine mentre viveva a San Francisco. Nella costa occidentale, ha anche preso contatti con tre membri della locale comunità di jazz progressive, il saxofonista David Murray e i batteristi Charles Moffett e Stanley Crouch (oggi un importante critico).
Nel 1973 si è trasferito a New York. Ha studiato e suonato con eminenti musicisti di strumenti ad ancia e con il compositore e teorico musicale Jimmy Giuffre; si è unito al trio a forma libera del batterista Barry Altschul e ha suonato per tre anni con il quartetto di Anthony Braxton. Negli anni '80 si è fatto notare con band quali i "Slickaphonics" (orientati alla musica funky) e il trio "BassDrumBone", con il bassista Mark Helias e il batterista Gerry Hemingway. Su una serie di famose registrazioni, ha variato da Ellingtonia e i classici del jazz (Old Bottles, New Wine, con Kenny Baron, Cecil McBee e Dannie Richmond) fino a brani originali, tra i quali Muddy & Willie e Raven-a-Ning. Il prolifico Anderson ha anche dimostrato le sue speciali competenze di supporto in una vasta gamma di album di Braxton, Murray, "Charlie Haden's Liberation Music Orchestra", Dr. John, "George Gruntz Concert Jazz Band", Luther Allison, Bennie Wallace, Henry Threadgill, Barbara Dennerlein, John Scofield, Roscoe Mitchell, "New York Composers Orchestra", "Sam Rivers' Rivbea Orchestra" e altri. Ha, inoltre, ricevuto una borsa di studio del "National Endowment for the Arts" per una serie di concerti come trombone solista.
Mentre proiettava il suo sound verso il futuro, Anderson ha spesso fatto ritorno al suo primo amore, la musica di New Orleans, in cerca di ispirazione. Entrambi le sue band, "Alligatory Band" e "Pocket Brass Band", sono radicate a Crescent City (California). «Mi sento come un figlio spirituale di quella città», dice Anderson, che dirige anche la "Lapis Lazuli Band", con la cantante-organista (e vecchia amica di Chicago) Amina Claudine Myers e si riunisce periodicamente con Lewis, Gary Valente e Craig Harris nel quartetto "Slideride". Dichiara Anderson: «Certamente non faccio musica per scherzo; sono troppo consapevole del fatto che poggio sulle spalle di giganti, di grandi musicisti che hanno dato tanto alla musica». E ancora: «Credo che l'umorismo sia divino. Quando gli esseri umani ridono o sorridono, sono in uno stato di grazia. Insisto sul divertimento quando suono e se la band gode di se stessa, anche il pubblico lo fa. La musica contiene ogni sentimento ed emozione: è, in ultima analisi, un´espressione di amore. E' la forza di guarigione dell'universo, come disse Albert Ayler. Voglio sempre portare tutti lungo il viaggio».

Anderson dedica il suo nuovo progetto alla tradizione di New Orleans, ma lo fa a modo suo, rileggendola in chiave moderna: un sound a metà tra marcia militare e funky, dove Scott Joplin e Thelonious Monk vengono genialmente interpretati. La Pocket Brass Band è la versione ridotta della tradizionale marching-band, ma il concetto di piccolo si riferisce solo alle dimensioni del gruppo, non certo al suo potenziale, infatti, in quest'ensemble si incontrano quattro musicisti tra i più innovativi e virtuosi.

Lew Soloff è uno dei più famosi trombettisti del panorama musicale jazz. Soloff divenne noto come co-fondatore della band di funk-jazz "Blood, Sweat & Tears". La sua gamma musicale spazia tra jazz e rock: grazie al suo virtuosismo e al suono unico della sua tromba è oggi uno dei musicisti più richiesti dal vivo e in studio. La sua carriera, che dura ormai da oltre 30 anni, l'ha portato a collaborare con musicisti del calibro di Gil Evans, Dizzy Gillespie, Ornette Coleman e Marianne Faithfull. Soloff è stato prima tromba solista nell'ultima band di Barbara Streisand e nel corso degli ultimi anni lo si è potuto ascoltare in Europa in diverse formazioni: "Ray Anderson's Alligatory Band", "Carla Bley Big Band" e "George Gruntz Concert Jazz Band". Soloff ad oggi ha pubblicato cinque album a proprio nome.

Il californiano Matt Perrine, nato e cresciuto a Sacramento, ha iniziato la sua carriera musicale all'età di dieci anni, suonando abbastanza modestamente il trombone nella banda della scuola. Si è quindi spostato a New Orleans e la scelta è stata ovvia, immerso com'era nel jazz e nel dixieland. Fin dal suo arrivo, nel 1992, ha attraversato molti confini musicali: eccellendo in contrabbasso, basso acustico e sousaphone, rappresentava una "minaccia tripla" e la sua reputazione come esperto musicista gli ha aperto le porte di quasi tutti i generi nell'ambito musicale di New Orleans. Al basso elettrico il suo valore si estende dal rock al reggae d'avanguardia e alla fusion, con band come "The Fifth Dimension", "Sista Teedy & Cool Riddims", "Loose Strings", "Aaron e Charles Neville", Jason Marsalis e "Neslort". Perrine è il più gettonato jazz player di contrabbasso, che si tratti di swing, latin, tradizionale o be-bop, con artisti di fama mondiale come Ellis e Branford Marsalis, Lillian e John Boutee, Ruffins Kermit, il "Johnny Vidacovich Trio" e molti altri. A prescindere da questi riconoscimenti, è al sousaphone che Matt sfodera abilità e immaginazione. Riconosciuto come un "virtuoso strumentista di sousaphone" dalla rivista Downbeat, il suo lavoro con questo strumento lo impegna in patria e all‘estero. Oggi Matt viaggia a livello internazionale con la sua band con base a New Orleans, i "Tin Men", in cui è affiancato dal songwriter, chitarrista e cantante Alex McMurray e dal fenomenale suonatore di Washboard "Washboard" Chaz Leary. La prima incisione della band "Tin Men", Supergreat Music for Modern Lovers, è stata nominata Album dell'anno dal comitato del "Big Easy Awards". Quando è in città, Matt continua a suonare nei gruppi "New Orleans Nightcrawlers", "Tin Men", "Bonerama", "Danza Quartet", "Hot Club of New Orleans", così come in molte altre band locali.

Eric McPherson apprende la batteria da autodidatta a soli otto anni, per iniziarne poi gli studi formali all'età di dodici. Durante i suoi studi presso la prestigiosa "LaGuardia High School" è stato raccomandato da Jackie McLean. Mentre era ancora studente alla "Hartt", Jackie invitò Eric ad aderire al Jackie McLean Quintet, insieme a René McLean, Alan Palmer e Nat Reeves. Per i successivi quindici anni, fino alla recente morte di Jackie, Eric è stato il suo batterista, seguendo le orme di batteristi illustri quali Michael Carvin, Billy Higgins, Jack DeJohnette e Tony Williams. In quegli anni, Eric ha registrato due CD con Jackie e suonato con lui in sedi prestigiose e festival in tutto l'Estremo e Medio Oriente, l'America Latina, l'Europa, i Caraibi e gli Stati Uniti. Oltre ai tour e alle registrazioni con Jackie McLean, Eric ha anche suonato con una vasta gamma di importanti figure del jazz, tra le quali Pharoah Sanders, Andrew Hill, Richard Davies, Claudia Acuno, Jason Moran, Greg Osby e Avishai Cohen.

Alle ore 17.30, presso l'aula didattica della "Galleria d'Arte Moderna Giuseppe Ricci Oddi" di Piacenza, è in programma la presentazione del libro "Storia del jazz. Una prospettiva globale" (Ed. Stampa Alternativa) di Stefano Zenni, musicologo e presidente SIdMA - Società Italiana di Musicologia Afroamericana (ingresso libero). Il testo si configura come la più ricca e completa storia del jazz mai pubblicata in Italia dopo lo storico tomo di Arrigo Polillo. L'autore racconterà con immagini, proiezioni e ascolti, alcuni degli snodi chiave della narrazione del libro, che è frutto delle metodologie e delle informazioni più aggiornate ed è destinata a diventare un altrettanto grande classico della storia della musica afro-americana. Le vicende del jazz sono affrontate con una visione globale, che abbraccia gli Stati Uniti e l'Europa, l'America Latina e l'India, il Giappone e la Russia e mette in luce, attraverso un taglio geografico illustrato da numerose mappe e cartine, le complesse relazioni musicali e culturali dell'espansione della musica afroamericana tra il XVI e il XXI secolo, dalle migrazioni intercontinentali alle microdinamiche urbane. Per la prima volta vengono indagate a fondo le connessioni della musica con gli stili di danza, i diversi ambienti (dal club alla sala da ballo, alla nascita del concerto), le condizioni professionali (inclusi il ruolo di produttori, manager e il mondo del music-business) e i movimenti politici. Sostenuto da aggiornate fondamenta musicologiche, il testo offre, con un linguaggio non specialistico, la comprensione di centinaia di capolavori del jazz, in una prospettiva polistilistica: dalle musiche prejazzistiche al jazz-rock e al terzomondismo, dal dixieland revival ai complessi rapporti con la musica classica, in una visione inedita di relazioni tra stili, individui, aree geografiche, che vanno a comporre la più vasta sintesi critica disponibile. L'autore, inoltre, rovesciando i cliché consueti, inaugura un nuovo paradigma narrativo, illustrando con l'ausilio di diagrammi il ruolo centrale dei compositori nell'evoluzione del jazz. L'integrazione con il volume "I segreti del jazz", attraverso icone che rinviano ad ascolti in digitale e analisi, apre il libro a ulteriori approfondimenti.

Stefano Zenni (Chieti, classe 1962), è il maggiore musicologo di jazz in Italia. Presidente della SIdMA, Società Italia di Musicologia Afroamericana, vicedirettore del "Center for Black Music Research - Europe", è direttore della rivista di studi "Ring Shout" ed editor jazz del "Giornale della Musica". Insegna "Storia del jazz e delle musiche afroamericane" presso i conservatori di Bologna, Pescara, Pesaro e "Analisi delle forme" a Siena Jazz", dirige i seminari "Chieti in Jazz" e dal 1998 è direttore artistico della rassegna "Metastasio Jazz" a Prato. Ė stato candidato ai Grammy Awards per le migliori note di copertina. Collabora con Rai Radio3.
Per Stampa Alternativa ha pubblicato volumi su Louis Armstrong, Herbie Hancock, uno studio completo sulla musica di Charles Mingus e il libro "I segreti del jazz", uno dei maggiori successi editoriali del settore, vincitore di vari premi.

Il programma ufficiale del "Piacenza Jazz Fest", con le indicazioni relative ai teatri, ai biglietti e alle prevendite, è pubblicato sul sito www.piacenzajazzfest.it. Info festival n. 348-6969333.

--------------------------------------------------------------------------

Al "Piacenza Jazz Fest 2012" una giornata di studi in collaborazione con SIdMA e due concerti pomeridiani

Domenica 25 marzo
Giornata di studi al "Milestone" di Piacenza:
Thelonious Monk. l'eredità del "Monaco" del Jazz a Trent'anni dalla Morte
Alle ore 18.30 concerto in piano solo "Monk-a-ning. Riccardo Zegna plays Monk"

"Il Jazz al Centro - Aperitivo Swing":
Django's Clan guest Karin Van Kooten al Centro Commerciale "Gotico" di Piacenza
Alle ore 17.30 presso la "Piazza del Gusto"

La manifestazione "Piacenza Jazz Fest", che si fregia del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed è organizzata dall'Associazione culturale "Piacenza Jazz Club", con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano, della Regione Emilia-Romagna, del Comune e della Provincia di Piacenza e l'adesione di alcune realtà istituzionali e imprenditoriali del territorio, prosegue domenica 25 marzo con una giornata di studi e due concerti pomeridiani.

Dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 18.00, al "Milestone" di Piacenza, in Via Emilia Parmense 27, è in programma la tradizionale la giornata di studi a frequenza libera e gratuita, quest'anno intitolata Thelonious Monk. L'eredità del "monaco" del Jazz a trent'anni dalla morte, organizzata dall'Associazione culturale "Piacenza Jazz Club" e SIdMA - Società Italiana di Musicologia Afroamericana. La giornata si chiuderà alle ore 18.30 circa con il concerto in piano solo "Monk-a-ning. Riccardo Zegna plays Monk", a ingresso libero.

Il convegno celebra la figura di Thelonious Monk a trent'anni dalla scomparsa. Scopo dell'incontro è di esplorare la ricca eredità artistica di Monk come pianista e come compositore, per coglierne l'assoluta centralità nella musica contemporanea. La giornata si svolge come di consueto in due parti, con quattro relatori di grande rilievo musicologico: in mattinata interverranno Stefano Zenni, musicologo e presidente SIdMA e il musicologo Riccardo Scivales, mentre nel pomeriggio sarà la volta dell'inglese Tom Perchard, da Goldsmiths, University of London, noto al pubblico italiano per la biografia di Lee Morgan e del giornalista Claudio Sessa.
Stefano Zenni affronterà il tema "Thelonious Monk al crocevia del Novecento": durante la sua vita, l'influenza di Monk si è estesa a compositori e improvvisatori di varie generazioni e ambiti stilistici, determinando lo sviluppo del Jazz e della musica contemporanea in diverse direzioni.
Riccardo Scivales proporrà la riflessione "Alle radici del pianismo monkiano": attraverso l'analisi di alcune registrazioni, verranno illustrati i legami dello stile pianistico di Monk con i generi pianistici afroamericani anteriori al Bebop e la sua rielaborazione creativa degli stessi.
Tom Perchard presenterà l'intervento "Monk meets the French Critics. Art and Entertainment, Improvisation and its Simulacrum" (con traduzione simultanea).
Claudio Sessa parlerà di "Crystal Sphere. Monk e il suo futuro": trent'anni di esplorazioni dell'universo monkiano, che nel tempo si rivela sempre più sfaccettato. Il Jazz contemporaneo, segnato da una stordente complessità, ha nel grande autore e pianista un esempio di coerenza nella varietà.

Le relazioni, accessibili anche ai non specialisti, saranno arricchite da ascolti, proiezioni video ed esempi musicali.

Al termine degli interventi, alle ore 18.30 circa, è in programma il concerto in piano solo "Monk-a-ning. Riccardo Zegna plays Monk": il noto pianista di origini piemontesi proporrà le composizioni di Monk contenute nella sua ultima fatica discografica, il cd omonimo uscito nel 2011 (Incipit Records, distribuzione Egea), in cui interpreta, con gusto e sensibilità personali, sia i brani più frequentati del repertorio monkiano, come Straight No Chaser, Reflections, Misterioso, sia pezzi meno noti, come Children's Song e Skippy.
Zegna porta Monk nella propria orbita espressiva, ma in una prospettiva tanto rispettosa, quanto equilibrata e ne coglie l'essenzialità, fatta di note scarne prive di magniloquenza e di inutili orpelli. Accostarsi a Monk, che spesso veniva definito "genius of modern music", è un passo quasi inevitabile per un pianista jazz ed equivale anche a tuffarsi nella storia del Jazz, rifacendosi stilisticamente ai propri idoli. Zegna lo fa con tutto il calore e la discrezione che lo contraddistinguono e senza incorrere nel cliché, nel "già detto", regalandoci un'opera di forte impatto.

Riccardo Zegna è attivo da circa trent'anni sulla scena musicale italiana ed estera; diplomato in pianoforte al Conservatorio "Paganini" di Genova, dopo una breve attività concertistica si è interamente dedicato al Jazz. Ha collaborato con i più grandi musicisti italiani e si è esibito con numerosi solisti americani, quali Buddy Tate, Harry "Sweet" Edison, Lee Konitz, Eddie "Lookjaw" Davis, Pepper Adams, George Coleman, tenendo concerti anche in Germania, Unione Sovietica e Stati Uniti. Ė comparso come sideman in numerose registrazioni e oltre al già citato "Monk-a-ning", ha al suo attivo diversi CD, i più recenti per Egea Records: "Piccolo Valzer" (2000), "Barcarola" (2003) e "Carillon" (2006). Straordinario solista al pianoforte, sempre desideroso di arrivare all'essenza di ciò che suona, attraverso la ricerca di impasti sonori inediti e di nuove soluzioni, Zegna esprime una classe che ne denota la piena maturità artistica.

Alle ore 17.30, al Centro Commerciale "Gotico" di Piacenza, in Via Emilia Parmense 151, è in programma l'ultimo appuntamento de "Il Jazz al Centro - Aperitivo Swing", collaterale alla manifestazione "Piacenza Jazz Fest" e organizzato dal "Piacenza Jazz Club" in stretta collaborazione con la Direzione del Centro Commerciale, che propone il quartetto Django's Clan guest Karin van Kooten. Il concerto, a ingresso libero, si terrà presso la "Piazza del Gusto", interna alla galleria del centro. Durante le perfomance sarà offerto l'aperitivo a tutti i visitatori, per arricchire i momenti musicali con un ulteriore tocco di convivialità.
Sul palco Carmelo Tartamella alla chitarra solista, Enrico Comaschi alla chitarra ritmica, Enzo Frassi al contrabbasso, con la speciale partecipazione di Karin van Kooten, giovanissima ma già affermata violinista olandese. Il Django's Clan è attivo da dieci anni e rappresenta il top italiano dello swing manouche, un mix di jazz anni ‘30, tradizione gitana e valzer francese, di cui il chitarrista Django Reinhardt ha rappresentato l'eccellenza. Trainato dalla chitarra solista di Tartamella e dal violino di Karin van Kooten, l'ensemble, oltre agli standard manouche, propone anche pezzi originali. Il frontman del gruppo Carmelo Tartamella, cremonese, comincia a suonare la batteria all'età di dieci anni, per poi passare alla chitarra. Fin da piccolo ascolta la musica di Django Reinhardt e il blues. A sedici anni inizia a studiare musica jazz con il Maestro Nino Donzelli; nel ‘92 si diploma in chitarra jazz e armonia funzionale sotto la guida del Maestro Filippo Daccò. Si è, inoltre, specializzato con Joe Pass, Mick Goodrick, Jim Hall, Mike Stern, Joe Diorio e Ferenc Snetberger. Comincia la professione a vent'anni e da allora svolge un'intensa attività concertistica, in Italia e all'estero, partecipando alle più importanti rassegne di musica jazz e blues d'Europa. Musicista dalla grande musicalità e tecnica strumentale, esprime uno stile basato su un mix di bepop e gypsy-jazz, senza mai dimenticare la lezione del blues e con una costante attenzione agli stili più moderni della chitarra jazz.

Lungo la galleria del Centro Commerciale "Gotico" sarà esposta una parte della mostra fotografica "Fermoimmagine - Scatti dai precedenti Jazz Fest", che offre una selezione dei migliori scatti dei fotografi ufficiali della manifestazione (Angelo Bardini, Roberto Cifarelli, Danilo Codazzi, Paolo Guglielmetti, Fausto Mazza e Marco Rigamonti). Le immagini proposte bloccano un frammento di creatività o di relax dei tanti artisti intervenuti nelle otto precedenti edizioni del "Piacenza Jazz Fest".

Il programma ufficiale del "Piacenza Jazz Fest", con le indicazioni relative ai teatri, ai biglietti e alle prevendite, è pubblicato sul sito www.piacenzajazzfest.it. Info festival n. 348-6969333.

Ufficio Stampa Piacenza Jazz Fest
Simona Cerri




News correlate:

"Strisce di Jazz": il disegnatore Francesco Buzzi di Ferrara è il vincitore della Quinta Edizione (01/04/2012)
Al Piacenza Jazz Fest 2012 ultimo appuntamento della rassegna "Jazz Club!", Galà di fine festival inaugurazione del parco "Louis Armstrong" (24/03/2012)
Thelonious Monk. l'eredità del "Monaco" del Jazz a trent'anni dalla morte, convegno organizzato da Piacenza Jazz Fest e SIdMA (07/03/2012)
Paolo Badiini Quartet, Michel Portal e Louis Sclavis, Mantua Dixie Band e Swing Brother Swing i prossimi appuntamenti del Piacenza Jazz Fest 2012 (03/03/2012)
Una Finestra sul Cinema, Tessarollo, Dalla Porta e Roche, Enrico Pieranunzi New American Trio featuring Scott Colley & Antonio Sanchez e un concerto Yamaha (21/02/2012)
"Piacenza Jazz Fest 2012" ai nastri di partenza con lo spettacolo "Memorie di Adriano - Canzoni del Clan di Adriano Celentano" (10/02/2012)
Piacenza Jazz Fest 2012 - IX Edizione. Al festival emiliano leggendari nomi del Jazz e un nutrito calendario di eventi collaterali, con incontri formativi e di approfondimento (02/02/2012)
"Chicco Bettinardi" e "Strisce di Jazz": I Concorsi Nazionali abbinati al "Piacenza Jazz Fest 2012" (02/02/2012)
Thelonious Monk. L'eredità del "Monaco" del Jazz a trent'anni dalla morte (02/02/2012)
Anteprima "Piacenza Jazz Fest 2012". Danila Satragno Trio - "Un Lupo in Darsena" all'auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano (16/01/2012)


Eventi correlati:
26/02/12 Piacenza Jazz Fest 2012 - IX Edizione - Piacenza - Fiorenzula D'Adda (PC)











Bookmark and Share
News visualizzata 490 volte