Jazzitalia - News: Red&Blue è il nuovo disco di Simone di Benedetto uscito per l’etichetta Improvvisatore Involontario
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            CALIGIURI Francesco (sax)
            COLI Alessio (sax)
            D'AVERSA Vanessa (arpa)
            DI VEROLI Angelo (batteria)
            FABBRINI Franco (contrabbasso)
            FUMO Marco (piano)
            GALATRO Francesco (contrabbasso)
            INTUITION QUARTET (gruppo)
            LI VOTI Dario (batteria)
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            PANTALEO Gianluca (basso e contrabbasso)
            PANTIERI Filippo (piano)
            PILATO Frank (chitarra)
            PISANELLO Donatello (chitarra)
            RAVERA Leo (piano)
            SIRAGUSA Nino (chitarra)
            SPARTà Gaetano (pianoforte)
            VISCARDI Paolo (chitarra)
News n. 24548 del 16/09/2018 >> tutte le news...


Red&Blue è il nuovo disco di Simone di Benedetto uscito per l’etichetta Improvvisatore Involontario

Esce oggi, lunedì 17 settembre 2018, un nuovo disco per l'etichetta Improvvisatore Involontario: si tratta di "Red&Blue" del contrabbassista Simone di Benedetto, affiancato da Achille Succi (sax alto e clarinetto basso), Giulio Stermieri (pianoforte) e Andrea Burani (batteria).

Red&Blue nasce dal desiderio di Di Benedetto di confrontarsi con la tradizione jazzistica, scegliendo alcuni dei tanti linguaggi che il mondo del jazz può offrire. Ci sono, così, riferimenti alla musica di oltre oceano come il free jazz di matrice ornettiana, sonorità che richiamano il quartetto americano di Keith Jarrett o l’Art Ensemble di Chicago, ma anche spunti che riprendono la tradizione europea, in particolare della scuola scandinava. L’idea delle canzoni, una volta prese dal repertorio di Broadway, è proposta in chiave europea, come la melodia di tradizione svedese da cui nasce "Ballata Scandinava", o lo spunto extra-jazzistico da cui si sviluppa "Homage a Haydn". In questo Di Benedetto vuole proporre una faccia del jazz spesso in ombra, nonostante i tanti spunti che può ancora fornire.

Nove le tracce contenute nell'album tutte firmate da Di Benedetto ad esclusione di "Vashkar" di Carla Bley.

Il disco è acquistabile in formato digitale sul sito di Improvvisatore Involontario al seguente link:

https://www.improvvisatoreinvolontario.com/shop/72/redblue-simone-di-benedetto

E  su BandCamp al seguente link:

https://simonedibenedetto.bandcamp.com/album/red-blue

Prossimamente sarà disponibile anche su CD Baby.

Inoltre il disco è disponibile in formato fisico su Jazzos https://www.jazzos.com/detail0.php?prod=II0055

Per info:

http://improvvisatoreinvolontario.com

info@improvvisatoreinvolontario.com

http://www.simonedibenedetto.com

Youtube: https://www.youtube.com/user/simodiben

Instagram: https://www.instagram.com/simodiben/

Soundcloud: https://soundcloud.com/simone-di-benedetto

 

Simone Di Benedetto: classe 1989, si diploma in contrabbasso col massimo dei voti, proseguendo poi negli studi di composizione, diplomandosi con lode e menzione d'onore con una tesi sul rapporto tra composizione e improvvisazione. Nel 2018 è vincitore del bando AIR per una residenza artistica a Copenaghen. Nel 2011 incide col trio Else! il disco “First degree”, edito da UltraSound records, mentre nel 2016 registra con Alberto Collodel ai clarinetti il disco “Il sistema periodico” (ispirato all’omonimo libro di Primo Levi) per la berlinese Aut Records. Nel 2017 incide a nome S.d.B. project il suo primo disco da solista, interamente di composizioni originali, e il disco d’esordio del progetto Archipelagos, vincitore del primo premio Stefano Cerri. Dal 2007 ha suonato con artisti quali Stefano Battaglia, Franco Cerri, Fred Hamilton, Achille Succi, Francesco Cusa, Piero Bittolo Bon; si è esibito in paesi come Belgio, Spagna, Svizzera e Slovenia, ed in festival quali Umbria Jazz, Jazz It Festival, Ravenna Festival, Barga Jazz, Tuscia in jazz Festival, Festival della Filosofia, Festival delle arti, Musicultura ed esibendosi in radio come Rai Radio3, Rai Radio1, Radio Kairos, Radio Moon, Radio Nazionale della Slovenia.

Achille Succi: sassofonista e clarinettista modenese, è stato recentemente indicato come uno dei musicisti europei che verranno alla ribalta nei prossimi 10 anni (Bill Schoemaker, Giornale della Musica gennaio 2010), mentre Mario Gamba lo definisce come uno dei musicisti tra i più geniali del Jazz italiano (Alias, 20/3/2010). Tra i numerosi artisti con cui ha collaborato ci sono Uri Caine, Louis Sclavis, Ernst Reijseger, Pierre Dørge, Kenny Wheeler, Franco D'andrea, Sylvie Curvoisier, Ralph Alessi, Butch Morris, Ettore Fioravanti, Bruno Tommaso, Giorgio Gaslini, Simone Guiducci, Cristiano Calcagnile, Giancarlo Tossani, Vincenzo Vasi, Giovanni Falzone, Umberto Petrin. Ha preso parte, inoltre, alla registrazione di numerosi CD e concerti in Europa e nel mondo.

Giulio Stermieri: votato tra i migliori tastieristi italiani agli ultimi Jazzit Awards. Laureato con lode presso il conservatorio di Parma con Alberto Tacchini, studia con Paolo Birro al conservatorio di Vicenza. Dal 2011 al 2014 è attivo con la band jazz-rock Foursome, con cui pubblica due album di sue composizioni.  Dal 2013 al 2017 suona Hammond e pianoforte negli Assassins di Francesco Cusa, registrando tre album ed esibendosi in Italia, Slovenia, Francia e Olanda. Dal 2015 guida lo Stopping Trio a suo nome, con Giacomo Marzi ed Andrea Burani, pubblicando con Auand nel 2017 l'album omonimo. Cristiano Arcelli, Massimiliano Milesi e Andrea Baronchelli completano lo Stopping Sextet. Altri progetti di rilievo sono il duo Mizar con Flavio Zanuttini, il trio Bred con Federico Negri e Martino De Franceschi e Aparticle, quartetto con Michele Bonifati, Cristiano Arcelli ed Ermanno Baron che pubblica nel 2018 “Bulbs” per UR Records. Tra le formazioni ora più attive in cui è sideman, il quartetto Rust di Luca Dalpozzo, con Matteo Sabattini e Marco Frattini, e il trio The Storytellers di Paolo Bacchetta, con Zeno De Rossi.

Andrea Burani: inizia l’attività concertistica con la High Society Swing Orchestra partecipando a diverse rassegne e festival in ambito nazionale. Collabora con numerosi musicisti del panorama jazz sia a livello regionale che nazionale (P. Odorici, C. Atti, J. Villotti, G. Baiocco, H. Gualdi, G. Basso, F. Bosso, M.Murphy, B. Stoloff, F. Henke, L. Souza per citarne alcuni). Con il Maestro Giorgio Baiocco ha la fortuna di collaborare per parecchi anni, ed approfondire  il linguaggio hard bop, fino alla prematura scomparsa. Negli ultimi anni collabora con diverse formazioni, registrando diversi progetti originali, sia con piccoli organici che con big band. Attualmente fa parte dello “Stopping trio & sextet” con cui ha inciso un cd e ha ricostituito in quest’ultimo periodo il gruppo “PADMA” formatosi negli anni '90 con cui, oltre a rivisitare in maniera personale standard dell’era hard bop, propone brani originali. 












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