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Il sassofonista Roberto Ottaviano, a Tel Aviv per un omaggio al compositore Sasha Argov.

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News n. 24661 del 05/12/2018 >> tutte le news...


Il sassofonista Roberto Ottaviano, a Tel Aviv per un omaggio al compositore Sasha Argov

 

Il sassofonista Roberto Ottaviano, vola alla volta di di Tel Aviv, per un nuovo impegno in Israele nell'ambito di un omaggio ad una delle massime figure del mondo musicale ebraico, il compositore Sasha Argov. L'evento, organizzato con la direzione di Nitzan Kremer, si terrà presso il Levontin 7 e Ottaviano, accompagnato da Avi Adrian al pianoforte e Gilad Ebro al contrabbasso, interpreterà alcuni suoi arrangiamenti di alcune composizioni di Argov per una serata intitolata Jazzargov.

Alexander (Sasha) Abramovich nasce a Mosca il 26 ottobre 1914. La mamma è pianista e gli trasmette fin da bambino la passione per la musica, una passione che dovrà purtroppo coltivare per diversi anni solo tra le mura domestiche in quanto per via della posizione sociale della sua famiglia non gli è permesso fare l’audizione presso il Conservatorio di Mosca. Nel 1934 il giovane ottiene il certificato per l’emigrazione e raggiunge i genitori, che un paio di anni prima avevano fatto l’aliyah e si erano insediati nella Palestina Mandataria. Nella nuova terra, Sasha riesce a collaborare come pianista accompagnatore e compositore soprattutto in teatro, ma certo la vita del musicista non è semplice e soprattutto non redditizia, per cui accetta un impiego in banca e lascia che la musica riempia i momenti liberi, senza crearsi troppe aspettative.
In realtà gli anni ’40 in Eretz Israel vedono il fiorire di un nutrito repertorio di canzoni e i tanti musicisti arrivati dall’Europa volentieri mettono a disposizione le loro abilità compositive per favorire l’apprendimento della nuova lingua, per celebrare la bellezza della terra e, soprattutto nel periodo della guerra di Indipendenza e della costituzione dello Stato, per sostenere i soldati e raccontare gli avvenimenti che rapidi si susseguono. In effetti anche il bancario Sasha che nel frattempo ha assunto il cognome Argov, scrive canzoni per la troupe Ayalon del Palmach, lavoro che continuerà a fare nei decenni successivi per diversi altri gruppi musicali dell’esercito.
Inoltre collabora alla scrittura di musical, repertorio per i kibbutz, spettacoli per bambini, slapstick. Non male per uno che temeva di non riuscire a mantenersi con la musica. Le sue melodie rivestono i versi dei più grandi poeti israeliani, come Natan Alterman, Leah Goldberg, Haim Guri, Rachel, Nathan Zach e i critici gli riconoscono una straordinaria capacità di cogliere il senso del testo, la ritmica, il significato più profondo della lingua e di saper creare una relazione perfetta tra parola e suono. Nelle sue composizioni riconosciamo l’Europa classica, il folclore russo, la canzone francese, ma anche accenni alla musica d’oltreoceano.

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