AlfaMusic presenta «A Bigger Boat», il nuovo album del chitarrista e compositore Pasquale Buongiovanni, in trio con Antonello Losacco al contrabbasso e Mimmo Campanale alla batteria. Il disco, prodotto da AlfaMusic con distribuzione Egea e Believe Digital, segna un ritorno consapevole al formato più essenziale e al tempo stesso più rischioso del jazz: il guitar trio.
Il progetto
Dopo numerosi lavori scritti e arrangiati per organici ampi, con fiati e archi, Buongiovanni ha sentito la necessità di tornare a una formazione quasi nuda: tre strumenti, nessuna rete di protezione. Nelle sue stesse parole:
«Questo disco nasce da un desiderio antico e da una sfida. (…) La chitarra, in questo contesto, porta sulle proprie corde una responsabilità speciale: quella dell’armonia. Tutto ciò che riguarda la costruzione degli spazi sonori, delle complessità e delle tensioni, passa attraverso lo strumento. È una condizione che diventa occasione di libertà e di ricerca, un modo per scavare più a fondo e per cercare soluzioni nuove».
Il linguaggio chitarristico di Buongiovanni affonda le radici nella tradizione jazz, ma non si esaurisce in essa: vi convergono l’influenza del rock e del soul, accomunati dalla stessa tensione vitale — la voglia di dire qualcosa di autentico. Per lui un brano non è mai soltanto un tema e poi uno spazio da riempire con improvvisazioni, bensì un percorso, una forma che si apre a deviazioni e possibilità, dove anche la parte solistica diventa elemento costitutivo, in grado di trasformare il corso degli eventi.
Il titolo
Il titolo A Bigger Boat è una citazione tratta dal film Lo squalo: quando il protagonista vede l’animale per la prima volta dice «ci serve una barca più grossa». In quella battuta, spiega l’autore, convivono paura e ironia, ma soprattutto una risolutezza pratica: la capacità di affrontare sfide enormi senza smettere di guardarle con lucidità e leggerezza.
Il trio
Il dialogo musicale che Buongiovanni intreccia con Mimmo Campanale (batteria) e Antonello Losacco (contrabbasso) dura da anni, fatto di concerti, prove ed esperienze condivise. La loro sensibilità, esperienza e capacità di ascolto sono state decisive: hanno saputo tradurre in suono esattamente ciò che il leader immaginava, aggiungendo sempre qualcosa di inaspettato.










