Abeat 2025
- Sciarada
- Les amours imaginaires
- Peace song
- Solace
- Ishtar
- Studio#1
- Stefano e Irene
- Enigma
- Step on time
Luca Falomi: chitarra classica, acustica, baritono, a 12 corde, elettrica, basso elettrico
Ospiti:
Stefano Della Casa: elettronica
Giovanni Ceccarelli: Fender Rhodes
Marco Fadda: percussioni
Giulia Beatini: voce
Luca Falomi è un chitarrista ligure con una visione progettuale della musica e con alle spalle collaborazioni di livello con artisti del calibro di Daniele Di Bonaventura, Maria Pia De Vito o Javier Girotto, per limitarsi soltanto al campo jazzistico. Dopo due album che hanno ottenuto una buona risonanza critica come “Naviganti e sognatori” e “Mare Aperto”, in trio più ospiti, esce nel 2025 un disco in cui il protagonista assoluto è il musicista genovese, anche se ci sono alcuni amici a dargli man forte in determinati brani, arricchendo, così, il ventaglio espressivo della proposta. Il titolo del cd è “Myricae” come la celebre raccolta di poesie di Giovanni Pascoli. In quest’opera il poeta romagnolo canta la bellezza delle cose semplici, umili, prive di artifici e di complicazioni, con una lingua comprensibile, ma dotata di risvolti intellettuali al suo interno, preziosi e ricercati. Allo stesso tempo la musica di Falomi si snoda su melodie felicemente articolate, di facile presa, su cui, poi, interventi in post produzione, con sovraincisioni degli strumenti del leader, o l’intervento delle voci di rinforzo dei partners, creano atmosfere delicate, accoglienti, però, con un retrogusto elegante, di grana fine.
La musica del disco contiene arie con profumi etnici, accenti country, sulle tracce di Pat Metheny, passi dolcemente piegati su melodie incantate e popeggianti, influenze latine ben distribuite. Chi guida le danze è il chitarrista, capace di cesellare i temi con un tocco felpato, di conferire alla sua musica riflessi cangianti, tutto in un gioco di chiaroscuri, più di luci che di ombre, in verità, con una grossa preferenza per il timbro naturale dello strumento acustico o di quello classico, in una sorta di ecologia della forma, oltre che dei contenuti, sostenuta da sapienti e sapidi arpeggi.
Alla riuscita del cd giova sicuramente il contributo di programmazione e produzione di Stefano Della Casa, ma pure il fender rhodes di Giovanni Ceccarelli accordato su modalità aggraziate, o la vocalità senza parole di Giulia Beatini, concorrono a completare un quadro complessivo di tinta pastello. Non è da meno il percussionista Marco Fadda, quando viene chiamato in causa, sempre discreto e costruttivo, mai invadente. Il fatto che l’album sia stato registrato presso gli studi di Stefano Amerio, ancora, aggiunge qualità di registrazione e valore all’opera. Non c’era da dubitarne.
“Myricae”, quindi, è un album che si allinea alle coordinate estetiche del chitarrista, amante di un jazz attento alle sfumature, dai toni morbidi, che suggerisce più che affermare, che racconta, descrive sensazioni o scenari in maniera educata e conciliante.







