Home Album Marco Gamba sextet feat. Michael Attias (I Have a dream)

Marco Gamba sextet feat. Michael Attias (I Have a dream)

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Abeat 2025

  1. Urban Reunion
  2. The Usual Cheating
  3. Pandemic
  4. Aradeo
  5. Kammerspiel
  6. Alter Ego
  7. I Have a Dream
  8. Stop the Traffic
  9. Angels Day

Paolo Malacarne: tromba
Michael Attias: sassofono contralto
Massimiliano Milesi: sassofono tenore
Michelangelo Decorato: Pianoforte, Fender Rhodes, live electronics
Marco Gamba: contrabbasso, basso elettrico,sound design, composizioni e arrangiamenti
Marco Zanoli: batteria

Marco Gamba è un bassista bergamasco con parecchie esperienze alle spalle, in compagnia , principalmente, di musicisti dell’area lombarda, quali Guido Bombardieri, Marco Gotti o Gianluigi Trovesi, fra gli altri. Oltre ad aver partecipato ad un certo numero di album come sideman, o come contitolare, il contrabbassista, ha inciso, fino ad oggi, solo un paio di dischi, prima di questo, come leader. Per l’occasione, è stato assemblato un sestetto decisamente agguerrito, con una front line di fiati orientata tendenzialmente verso un jazz moderno e avanzato, con un pianista, Michelangelo Decorato, già in “Samadhi” di Claudio Fasoli, dotato di una classicità di base, e della capacità di usare espressivamente il Fender rhodes e di maneggiare proficuamente l’elettronica. Completa la formazione, oltre al basso, propositivo e corposo del band leader, un batterista raffinato come Marco Zanoli, mai sopra le righe o fuori registro, non un picchiatore, insomma, ma un cesellatore di ritmi e di cadenze.

Il cd è composto da nove tracce, tutte a firma di Gamba. La musica si snoda fra unisoni, contrappunti e polifonie dei fiati, intermezzi lirici o swinganti sostenuti dalla sezione ritmica, momenti iterativi e altri sospesi o meditativi, capitoli funkeggianti e altri con qualche debito ad un folklore indefinibile . In alcuni brani Decorato, Gamba e Zanoli sono protagonisti assoluti, lasciando in secondo piano gli altri strumentisti. Il sestetto può ridursi a trio, cioè, a seconda delle necessità del momento. Sono un vero punto di forza dell’opera, in più, i dialoghi fra sassofoni e tromba, e gli assoli conseguenti, nei quali si distingue in particolare l’ospite americano, Michael Attias. Il contraltista, infatti, sfodera un fraseggio nervoso e avviluppato, solitamente in crescendo di climax, fino a raggiungere vette di tensione su note alte e sporche. Tutto è, comunque, bene inquadrato nel carattere specifico dell’album, si capisce.

Il brano più significativo fra i nove è sicuramente “I Have a dream”, dove viene inserita la voce di Martin Luther King, molto musicale, indubbiamente, all’interno di un botta e risposta insistito fra i fiati e la sezione ritmica, tra il pedale tirato avanti da pianoforte, basso e batteria, vivo e pulsante, e le scorribande di tromba e sassofoni, in un inseguimento senza sosta, fino all’esplosione dei soli, pieni di note e saturi di energia, ai margini della tonalità.

Marco Gamba, in buona sostanza, realizza un cd che contiene un’idea fondante all’origine, l’aspirazione a poter vivere “in un mondo più giusto”, in cui ci sia ancora spazio per i sogni, i grandi ideali….C’è un messaggio di speranza, di fiducia nel futuro, in fin dei conti, dentro i temi del disco, lanciato da un musicista che ha gli occhi aperti sui problemi all’ordine del giorno.

“I Have a dream”, in conclusione, non è un album sperimentale, quanto sperimentato, registrato da un sestetto che conosce bene il jazz attuale, e i generi confinanti, e sa coniugarli in una realizzazione che si nutre del presente per guardare avanti, verso il futuro.