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Marco Trabucco (contrabbasso)

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Marco Trabucco è un contrabbassista, bassista elettrico e compositore la cui ricerca artistica si colloca all’incrocio tra performance, scrittura e investigazione improvvisativa, con un’attenzione particolare alle condizioni che definiscono e limitano l’atto estemporaneo nel momento stesso in cui si produce.

Il suo percorso accademico e formativo si sviluppa tra il Conservatorio “G. Tartini” di Trieste, l’Università Ca’ Foscari di Venezia e il Conservatorio “A. Steffani” di Castelfranco Veneto, istituzioni presso le quali ha conseguito diplomi e lauree in Basso Elettrico Jazz, Contrabbasso Jazz, Didattica Strumentale e Tecniche Artistiche dello Spettacolo. Ha arricchito la propria formazione con masterclass tenute da figure di rilievo internazionale come Keith Tippett, Bjorn Meyer e Jarrod Cagwin, e nel 2017 ha approfondito ulteriormente lo studio dell’improvvisazione con Stefano Battaglia, Salvatore Maiore e Roberto Dani.

Nel corso della sua attività concertistica e discografica ha collaborato, suonato e registrato con musicisti di primo piano della scena jazz e contemporanea, tra cui Klaus Gesing, Nico Gori e Lanfranco Malaguti.

Dal debutto discografico nel 2010 con Trabucco Bros — Open/Close (Blue Serge Records) alle più ampie aperture timbriche di Orchestra (Caligola Records), la sua produzione si è sviluppata parallelamente a un’intensa attività competitiva, che lo ha visto ottenere il primo posto al Concorso Nazionale “Chicco Bettinardi” per la miglior opera prima con l’Oir Quartet, il primo premio al concorso “Giovani Musicisti Città di Treviso” e il primo premio al concorso “Blow into the Nightfly” (2012).

A questo percorso si aggiunge il conferimento del Berklee Award a Umbria Jazz, seguito dalla pubblicazione di Making Friends (Abeat Records) con Klaus Gesing e dalla registrazione di …e penso a te, realizzata presso gli studi La Fabrique con la produzione di Stefano Amerio e la firma del fonico Al Schmitt, vincitore di 19 Grammy Award. In questo lavoro il linguaggio jazz incontra la canzone d’autore italiana in una prospettiva di equilibrio timbrico e cura formale.

Nel 2016 Veneto Jazz lo riconosce come uno dei talenti emergenti della nuova scena nazionale. Nello stesso solco si colloca A Long Trip / With You (Abeat), sua prima opera in veste di leader, cui seguono Meraki (Artesuono, 2019), prodotto da Amerio, e X [ics] (Abeat), lavoro per ensemble misto di dieci elementi che unisce un quartetto jazz a un organico da camera classico. È soprattutto su quest’ultimo disco che emerge con forza una lettura critica particolarmente significativa: Paolo Cavallone ne sottolinea infatti l’orientamento al “superamento della standardizzazione”, individuando nel lavoro di Trabucco una scrittura capace di uscire dagli automatismi del linguaggio jazzistico più convenzionale. Cavallone evidenzia inoltre soluzioni timbriche che “spingono verso tensioni intervallari derivate dalla tradizione colta”, mettendo in luce un pensiero compositivo che non si limita alla fusione tra generi, ma costruisce un vero spazio di ricerca tra jazz, scrittura contemporanea e sensibilità cameristica. In questa prospettiva, X [ics] non appare come un semplice incontro tra organici diversi, ma come un progetto in cui la composizione si fa strumento di indagine formale e di ridefinizione del rapporto fra improvvisazione, struttura e materia sonora.

L’importanza di X [ics] è ulteriormente ribadita dal fatto che l’album è stato inserito da Amedeo Furfaro nel volume Nuovo Jazz Italiano in 100 dischi, confermando la sua rilevanza nel panorama nazionale.

Accanto all’attività jazzistica, Marco Trabucco è attivo anche nell’esecuzione del repertorio sinfonico classico e ha calcato palcoscenici di rilievo internazionale e nazionale, tra cui il Gran Teatro La Fenice di Venezia, la Konzerthaus di Vienna e l’Auditorium della RAI di Trieste. È stato ospite di programmi radiofonici come Piazza Verdi su Radio RAI 3 e ha preso parte a festival come Veneto Jazz, Orvieto Jazz, Sile Jazz e Padova Jazz. La sua biografia artistica è inclusa nel Dizionario del Jazz Italiano di Flavio Caprera, edito da Feltrinelli.

Nel 2026 fonda SONÈRVIA, istituto indipendente per la ricerca avanzata sull’improvvisazione sonora con sede a Scorzè (Venezia), come approdo naturale di un percorso che unisce pratica strumentale, pensiero compositivo e progettualità culturale. In questa prospettiva, la sua traiettoria artistica si definisce non solo come attività esecutiva e discografica, ma come campo di ricerca continuo, dove il lavoro sul suono, sulla forma e sulle possibilità dell’improvvisazione diventa il centro di una visione personale e coerente.