Home Album Roberto Magris / Denis Razz Quartet (In Action)

Roberto Magris / Denis Razz Quartet (In Action)

74
0

Jmood 2026

Disco1: Some Other Blues (Coltrane); In Umbra (Razumović); Source Of Life (Magris/Razumović/Ergić); Black Nile (Shorter); Double Matrix (Magris/Ilić); Il Mare A Fiume (Magris); You Taught My Heart To Sing (Tyner); Hill Of Illusions (Magris); The Plum Blossom (Lateef);

Disco 2: Spirits Of The Wild (Magris/Razumović/Ilić); Discipline 27-II (Sun Ra); Echoes From The Depths (Magris/Razumović/Ergić); In Action (Magris); Lanquidity (Sun Ra); Left Alone (Waldron); “A” Means Antonia (Razumović); You’ll See (Smith); My Foolish Heart (Washington/Young); Audio Notebook by Paul Collins.

Roberto Magris: pianoforte acustico ed elettrico, organo Hammond, fischietto messicano
Karlo Ilić: contrabbasso acustico, chitarra elettrico, oud
Rajko Ergić: batteria e percussioni, sassofono soprano
Denis Razz: sassofono soprano e contralto

Roberto Magris , dopo avere inciso numerosi dischi con partners americani, pubblica un nuovo Cd ( doppio) per la sua etichetta di riferimento, la “J mood”, in compagnia di tre musicisti croati, con cui si esibisce abitualmente nel nord-est, in special modo fra Trieste e Rijeka. L’opera si pone, in certo qual modo, come un capitolo anomalo nella discografia del band leader giuliano, prima di tutto per il tipo di strumentario utilizzato. Oltre agli strumenti abituali, il bassista Ilić, anche chitarrista, imbraccia l’oud, ad esempio. Il percussionista Ergić si disimpegna, in qualche caso, pure con il sax soprano. Magris, da parte sua, adopera il fischietto messicano, oltre al pianoforte acustico ed elettrico ed all’organo Hammond. Insomma la tavolozza di colori e di suoni a disposizione del gruppo è piuttosto ampia e variegata. Il repertorio, poi, comprende una serie di pezzi  del pianista o di altri componenti del quartetto, ma pure brani di Coltrane, Yuseef Lateef, Mal Waldron, Wayne Shorter, Mc Coy Tyner, Jimmy Smith e perfino di Sun Ra. Nel disco si avvicendano e si intrecciano capitoli da jazz club, svolti in scioltezza, in linea con il target solito della produzione di Magris, cioè, e segmenti dove si incontrano arie e suggestioni piuttosto inedite, fuori binario rispetto al consueto mood del pianista. Ci sono brani che si avvicinano al free, cioè, completamente improvvisati, come “Spirits of the wild”, altri con richiami etnici bene identificabili, quali “Hill of illusions”. Il senso del blues, meglio l’anima del blues percorre tutti i brani, in ogni modo, in superficie o sottotraccia. E’ emblematica, a questo proposito, la versione di “Left alone” di Mal Waldron, fra le vette del cd, indubbiamente.

Il trio croato risulta in sintonia con le idee del band leader. Si distingue, in particolare, il sassofonista Denis Razz ( co-titolare dell’album), dotato  di un fraseggio affilato, traboccante di note, quando occorre, o portato a descrivere atmosfere meno agitate con uguale capacità espressiva. Nel suo idioma, si possono riscontrare le influenze di grandi sassofonisti del passato, quali Jackie Mc Lean, prima di tutto o Art Pepper, quello dell’ultimo periodo, non quello della West coast, anni cinquanta, intendiamoci

In conclusione “In action” conferma l’abilità di Roberto Magris  di circondarsi di partners preparati e disponibili, non solo americani, con i quali eseguire una musica figlia del bop, dell’hard bop, ma che si guarda pure intorno verso altri mondi e verso altre possibilità evolutive.