Moonlight records 2025
- Tabarka
- Echos of Cordoba
- Eyes of Al Andalus
- Al Hambra
- Sussurri
- Hope
- Sguardo
- Al Andalus
- Caravan
- Bab El Khadra
Gabriele Coen: Clarinetti, soprano e basso, sax soprano
Ziad Trabelsi: oud, voce, fender Rhodes, elettronica
Marco Loddo: contrabbasso
ospite in un brano
Emanuele Bultrini: chitarra
Gabriele Coen e Ziad Trabelsi pubblicano il secondo disco da contitolari, a cinque anni dall’uscita di “Sephardic beat”. Allora l’incisione era realizzata da un quintetto. Stavolta, oltre ai due leader, figura solo Marco Loddo al contrabbasso, tranne che in una traccia che vede come ospite speciale il chitarrista Emanuele Bultrini. Coen suona clarinetti, soprano e basso, e sax soprano. Ziad Trabelsi replica con l’oud, la voce e si impegna con l’elettronica.
I brani sono costituiti da rivisitazioni di arie tradizionali e da pezzi originali dei due musicisti. C’è, infine, “Caravan” di Duke Ellington, per insaporire ancora di più il menù, o per rilevare come i prodromi della world music vengano da molto lontano.
La musica del cd è piena di rimandi alle rispettive culture di appartenenza, ebraica e araba, dei due titolari dell’incisione. I due artisti vogliono, con questo tipo di approccio, sostenere che è possibile una comunicazione fruttuosa fra mondi, apparentemente distanti e in contrasto, in realtà vicini storicamente, oltre che geograficamente. L’album veicola, perciò, una presa di posizione convinta a favore dello scambio, del dialogo, fra i popoli del Mediterraneo e del medioriente, in tempi, quali gli attuali, di conflitto e di feroce giustapposizione.
Nel disco si incontrano melodie con un’anima indissolubilmente legata alle radici di terre provviste di una storia antica, anche artistica, e di proficui collegamenti con l’esterno.
Coen scava nei temi con i suoi clarinetti ed il soprano, estraendone l’essenza, il significato profondo. Nelle improvvisazioni, poi, il musicista romano amplia gli angoli di prospettiva, grazie al suo linguaggio moderno, di sintesi, ricco, cioè, di riferimenti alle musiche di ieri, di oggi e di sempre.
Trabelsi, da parte sua, fa vibrare l’oud su frequenze dolcemente malinconiche, costituendo, allo stesso tempo, una preziosa risorsa timbrica e una ragguardevole presenza armonica e melodica. Quando canta, inoltre, la sua voce va a toccare corde sensibili, trascinando i partners in atmosfere ben caratterizzate e senza confini, di luogo e di tempo.
Non meno efficace, ancora, è il lavoro di Marco Loddo al contrabbasso, redditizio per assicurare ai due un accompagnamento pulsante e propositivo.
L’album è, quindi, un’altra prova di spessore da parte di un duo che sa far incontrare musiche di diversa provenienza, sottintendendo, in tal modo, che attraverso il dialogo si possono costruire proposte virtuose dal punto di vista musicale e, per transizione, anche sotto l’aspetto sociale o politico.




