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Eva Cassidy (JAZZED)

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Copertina di "JAZZED" – © Blix Street Records

2026, Blix Street Records

  1. It Don’t Mean a Thing (If It Ain’t Got That Swing) (D. Ellington, I. Mills) – 2:39
  2. Blue Skies (I. Berlin) – con Max Cooper III – 3:33
  3. Summertime (G. Gershwin, D. Heyward, I. Gershwin) – 3:48
  4. At Last (H. Warren, M. Gordon) – 3:06
  5. Honeysuckle Rose (F. Waller, A. Razaf) – 3:07
  6. Blues in the Night (H. Arlen, J. Mercer) – 4:09
  7. Still Not Ready (C. Izzi, L. LaSota) – 4:48
  8. You’ve Changed (B. Carey, C. Fischer) – 5:06
  9. Cheek to Cheek (I. Berlin) – 3:47
  10. Ain’t No Sunshine (B. Withers) – 3:56

Eva Cassidy – voce, chitarra
Chris Biondo – basso
Keith Grimes – chitarra elettrica
Lenny Williams – pianoforte
Raice McLeod – batteria
Bruno Nasta – violino
Max Cooper III – voce
London Symphony Orchestra
Christopher Willis – arrangiamenti

Ci sono voci che continuano a parlare molto dopo che chi le possedeva se n’è andato. Quella di Eva Cassidy, scomparsa nel 1996 ad appena trentatré anni, ha costruito quasi tutta la sua fama dopo, su nastri dal vivo e provini che la Blix Street Records pubblica da quasi trent’anni con la cura di un archivista. “JAZZED” ne raccoglie per la prima volta il lato jazzistico: dieci brani incisi tra il 1987 e il 1996, alcuni lasciati così come furono registrati, altri rivestiti di arrangiamenti nuovi di zecca. Anche la copertina, un blu monocromo con tanto di bollino “stereo”, guarda agli anni Cinquanta. Da una parte il documento, dall’altra la ricostruzione.

Il documento è la parte che si ascolta con più trasporto. Ci sono i club di Washington, a cominciare dal Blues Alley del gennaio 1996 da cui arriva “Honeysuckle Rose”, il concerto che diede vita all’unico album da solista pubblicato in vita, con la band di sempre: il basso di Chris Biondo, la chitarra di Keith Grimes, il pianoforte di Lenny Williams, la batteria di Raice McLeod. E c’è soprattutto “Summertime”, catturata in una serata quasi improvvisata ad Annapolis nel novembre 1995, senza pianoforte né batteria ma con il violino di Bruno Nasta, salito sul palco senza una sola prova: un clima che lo stesso fondatore dell’etichetta ha ribattezzato “Western swing”. La sorpresa è “Still Not Ready”, l’unico original della raccolta, un provino del 1987 su un amore che non riesce né a finire né a ricominciare.

La ricostruzione riguarda invece sei brani. Per quattro di questi, tra cui “It Don’t Mean a Thing” e “Cheek to Cheek”, il compositore Christopher Willis ha scritto nuovi arrangiamenti per band dichiaratamente ispirati a Nelson Riddle e Billy May, mentre “Blue Skies” diventa un duetto a distanza con Max Cooper III. Curiosa la sorte di “At Last”, nata come provino per voce e chitarra e oggi con una band intera alle spalle. Gli ultimi due arrivano da “I Can Only Be Me”, l’album del 2023 in cui la voce di Eva, isolata dalle registrazioni originali con le tecnologie di restauro del team di Peter Jackson, incontra la London Symphony Orchestra: tra questi “Ain’t No Sunshine”, che chiude un disco intitolato al jazz con il brano che con il jazz ha meno a che fare, quasi un promemoria della naturalezza con cui Eva attraversava i generi.

È un’operazione che ha il fascino del “what if”, ma che pone anche qualche domanda: quella voce aveva un respiro e un tempo pensati per la sua band dei club o per una chitarra sola, e il nuovo abito le viene cucito addosso a posteriori. Peccato, inoltre, che i materiali promozionali non accreditino i musicisti delle nuove registrazioni, a cominciare dai solisti di tromba e sax alto.

In conclusione “JAZZED” è due dischi in uno: un documento prezioso, che restituisce la cantante dei club di Washington e Annapolis, e un esercizio di immaginazione che prova a rispondere alla domanda che accompagna Eva Cassidy da trent’anni, cosa sarebbe diventata. Il comunicato che la pone “alla pari dei grandi del jazz di ogni epoca” corre forse un po’ troppo, ma l’etichetta ha il merito di riunire per la prima volta questo repertorio e di ricordare che, al di là degli abiti, a restare è una voce capace di far sembrare nuovo ciò che si credeva di conoscere. Il disco esce il 13 novembre, a undici giorni dal trentesimo anniversario della sua scomparsa.