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Enrico Intra, “In-tra in Duo+”: il nuovo album AlfaMusic con cinque giovani musicisti

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Enrico Intra, In-tra in Duo+ (AlfaMusic, 2026). Illustrazione di copertina di Andrea Strizzi, progetto grafico di Ludovica Maresca

AlfaMusic presenta In-tra in Duo+, il nuovo album di Enrico Intra. Un disco nato dall’incontro fra il novantenne maestro milanese e cinque giovani musicisti, registrato a Roma nel dicembre 2025 e impreziosito da una bonus track affidata a Gianluigi Trovesi e Franco Ambrosetti.

La formazione

  • Enrico Intra – direzione e pianoforte
  • Lucia Filaci – voce
  • Giacomo Serino – tromba
  • Vittorio Cuculo – sax alto e soprano
  • Arabella Rustico – contrabbasso
  • Daniel Besthorn – batteria

Bonus track (#13): Gianluigi Trovesi (sax alto) e Franco Ambrosetti (flicorno).

Ritratto di Enrico Intra. Foto © Riccardo Romagnoli Photography

Il progetto

Pianista, compositore, didatta e operatore culturale, Enrico Intra (1935) è da sempre alla ricerca del nuovo, per sfuggire alla gabbia dei linguaggi — jazz e non solo — quando rendono formale e accademico ciò che era nato come eversivo e rivoluzionario. L’artista milanese è venuto a Roma nel dicembre 2025 per incidere un album per l’AlfaMusic. Oltre al lavoro in sala (10 e 12 dicembre) c’è stato un recital alla Casa del Jazz l’11: il direttore artistico Luciano Linzi ha accolto con entusiasmo la proposta di festeggiare i 90 anni di Intra con un concerto speciale.

Insieme a cinque giovani musicisti il pianista ha riproposto live quanto sperimentato in studio, seguendo due assi portanti: il dialogo fra generazioni e un’idea di musica nutrita di condivisione, ascolto e crescita reciproca. In tal senso Intra ha costruito percorsi sonori privilegiando duetti e trii. «Uscire dagli schemi, lavorare sul suono e non sul linguaggio» sono gli input del pianista-compositore, che ha coinvolto la cantante Lucia Filaci, il trombettista Giacomo Serino (1999), il sassofonista Vittorio Cuculo (1993), la contrabbassista Arabella Rustico (2000) e il batterista Daniel Besthorn (1997).

Il concerto, iniziato con il carismatico piano solo “Time Tai Chi”, si è poi sviluppato con asciutti brani in vari organici giocati sul filo della sorpresa, performance ed elaborazione in tempo reale. Gran finale con un bis per sestetto, abbandonato da Intra per sottolineare il proprio maieutico lavoro. Lascito, lezione, visione di musica e vita che restano impressi in tutti i presenti. A novant’anni Enrico Intra è un Maestro nel senso più assoluto del termine. (Luigi Onori)

Intra si racconta

«Il disco è particolare. Cerco di uscire dal bellissimo linguaggio del bebop. Ecco, questo è lo spirito. Poi mai nessuno è originale: costruiamo tutto sul nostro passato, cerchiamo di aggiungere cose attuali, che possano identificarti».

Sulla scelta dei musicisti:

«Mi sono affidato a Fabrizio Salvatore. Tutto è partito dall’idea: vorrei fare dei duetti con giovani musicisti. Anche perché con i colleghi anziani ho già fatto tutto; vediamo un po’ di riprendere forza da questi ragazzi. Li ha trovati Fabrizio e io mi sono fidato perché ha pubblicato e conosce la mia musica. La scelta dei brani eseguiti è basata soprattutto sul non-linguaggio. In un certo senso, non faccio jazz. […] Ma io ho sentito il bisogno di non essere ripetitivo. L’intenzione era di fare un live alla Casa del Jazz, però dal vivo ti sfugge sempre l’errore. Quindi ho preferito mettermi le spalle al sicuro registrando. […] Sostengo che una delle musiche contemporanee è proprio il jazz, perché vive alla giornata. Il jazz, parlando per immagini, è una scatola dove sono tutti i generi… E il jazzista ne comunica l’elaborazione, ed ha la capacità di farlo in modo naturale. Ma gli schemi sono sempre da rompere, perché il mondo è andato avanti rompendo gli schemi».

Intra sottolinea inoltre la soddisfazione «per lo stupore provato da tutti i giovani musicisti. Ho chiesto loro cose impossibili: “tutto ciò che vorreste fare ma non ne avete l’occasione. Qui potete farlo”».

La copertina

Da segnalare il contributo pittorico di Andrea Strizzi, autore dell’illustrazione di copertina. L’immagine mostra delle lettere che, senza soluzione di continuità, si trasformano da grafia ordinaria a scrittura musicale e pittorica fuori dall’ordinario. I segni inseriti tra le scritte IN-TRA e IN-DUO sono particolari di una tavola realizzata da Strizzi durante l’ascolto del disco: parole che, non riuscendo ad esprimere ciò che contengono, si aprono all’improvviso liberando tutta la vitalità del progetto.

I ringraziamenti di Enrico Intra

«La musica è un viaggio che non si compie mai da soli. Il mio viaggio, oggi racchiuso in queste note, ha trovato strade illuminate, cuori accoglienti e menti illuminate grazie a chi crede profondamente nella cultura e nel futuro dei suoni. Il mio grazie più affettuoso e riconoscente va a Massimo Anselmi e Codiceicona Società Benefit – JAZZ DESIGN JAZZ, alla Fondazione Antonio Carlo Monzino, a Luciano Linzi e alla Casa del Jazz di Roma, e a Luigi Onori. Un ringraziamento speciale va ai cinque splendidi giovani musicisti che hanno condiviso con me il talento e l’energia vitale di questo progetto: Arabella Rustico, Lucia Filaci, Giacomo Serino, Vittorio Cuculo e Daniel Besthorn. Grazie a due grandi Amici di sempre, colonne della storia del jazz, Gianluigi Trovesi e Franco Ambrosetti, per la straordinaria bonus track che ci hanno donato. E grazie, infine, al giovane disegnatore e scultore Andrea Strizzi. […] E, come sempre, a mia moglie Fiorenza, custode preziosa di ogni mio passo».