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L’omaggio a Charles Mingus di Attilio Zanchi e il gruppo vincitore del concorso Bettinardi 2023

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Ass. Cult. Piacenza Jazz Club
via Musso, 5 – 29122 Piacenza
Tel/Fax 0523-579034
info@piacenzajazzclub.it

Angelica Dadomo (addetta stampa)
ufficiostampa@piacenzajazzclub.it
www.piacenzajazzfest.it

Non si sono ancora spenti gli echi per il concerto di sabato scorso che ha visto brillare la stella di Steve Coleman accompagnato da una grande band che si guarda già avanti agli appuntamenti successivi di questa XXI edizione del Piacenza Jazz Fest. Sabato 9 marzo alle ore 21:15 sempre presso la Sala degli Arazzi del Collegio Alberoni (via E. Parmense, 77) sarà la volta di un doppio set. Per primi si esibirà il quartetto degli NDOVU che si sono meritati l’ingaggio quest’anno dopo aver vinto lo scorso anno il Concorso nazionale per giovani talenti del Jazz italiano “Bettinardi” nella categoria dei Gruppi. A seguire il felice progetto dal titolo “Mingus portrait” che un altro contrabbassista, Attilio Zanchi, dedica al mito di Charles Mingus insieme a un sestetto di ottimi musicisti. Il gruppo nasce dal sodalizio musicale più che trentennale tra il contrabbassista, il pianista Massimo Colombo e il saxofonista Tino Tracanna; completano il sestetto il trombonista Andrea Andreoli, Daniele Nocella alla tromba (due nuove belle realtà del Jazz Italiano) e il batterista Tommy Bradascio.

Il giorno successivo invece, domenica 10 marzo alle 17:30, si terrà il secondo appuntamento con la rassegna “Il Jazz al Centro” al Centro commerciale “Gotico” (via E. Parmense, 151 – PC). A esibirsi un quintetto guidato dalla grinta della vocalist Samantha Iorio accompagnata da una solida sezione ritmica – al pianoforte Pino Di Pietro, al basso Alex Carreri e alla batteria Martino Malacrida – e dal sax di Andres Villani per un concerto dal titolo “A lady in Soul”, in cui proporrà alcuni tra i più bei classici della musica jazz, pop e soul, troppi per nominarli tutti ma allo stesso tempo difficile pescare tra tutte le eccellenze in programma.

Il Piacenza Jazz Fest è organizzato dal Piacenza Jazz Club grazie al determinante sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e di altre istituzioni e privati. I biglietti per poter assistere al concerto di Coleman e a tutti gli altri concerti a pagamento del festival si possono acquistare presso la sede dell’associazione in via Musso n. 5 tutti i giorni feriali dalle 15:00 alle 19:30 e il sabato mattina dalle 10:30 alle 12:30, oppure online sul sito vivaticket.it. Informazioni scrivendo a biglietti@piacenzajazzclub.it, oppure chiamando lo 0523/579034. Fino a esaurimento di disponibilità sarà possibile acquistare i biglietti anche in loco la sera stessa.

Per quanto riguarda il primo set, gli NDOVU sono un quartetto composto dalla cantante Marta Ghibellini, dal chitarrista Luca Scardovelli, dal vibrafonista Giovanni Perin e dal batterista Silvano Martinelli. In lingua Swahili, la parola Ndovu assume il significato di “elefanti”, i quali nella tradizione vogliono essere simbolo di perseveranza, forza gentile e di attenzione agli altri. Ciò che ispira il quartetto è la costante ricerca timbrica attraverso l’imitazione di strumenti e sonorità della tradizione centrafricana, immergendo le proprie radici nel jazz e nella sperimentazione. A partire da un organico non così usuale risulta più facile una ricerca sonora che vada ad esaltare le composizioni originali scritte appositamente per il gruppo.

Passando al secondo set, con “Mingus Portrait” Attilio Zanchi è riuscito a trovare una formula alchemica perfetta. Da qualche anno porta in giro questa rivisitazione dei più famosi brani di Mingus che continuamente si rinnova, fino a diventare un CD fresco di stampa dal titolo evocativo di “Boogie Stop Shuffle” per l’etichetta “Right Tempo”.

Mingus è stato, oltre che un magnifico contrabbassista, anche un prolifico compositore, arrangiatore, pianista e leader di diverse storiche formazioni. I suoi gruppi, che vanno dal trio alla big band, hanno attraversato ed influenzato diversi periodi stilistici a partire dagli anni ‘50 fino agli anni ‘70. La sua musica può essere suonata tutt’oggi senza apparire datata, ma fornendo anzi sempre spunti nuovi di ispirazione. Nasce da  queste considerazioni l’intento di Zanchi di riproporre i brani del repertorio di Mingus interpretandoli e rileggendoli, influenzati dalle singole esperienze dei componenti del gruppo. Nel programma vengono inoltre eseguite composizioni originali di Zanchi ispirate o vicine alla poetica musicale di Mingus.

Per ricevere tutte le informazioni sui concerti del Piacenza Jazz Fest si consiglia di seguire le pagine Facebook e Instagram del Piacenza Jazz Club o consultare il sito www.piacenzajazzfest.it.