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Roberto Ottaviano “Eternal Love” (People)

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(Dodicilune 2024)

1. At The Wheel Well
2. Mong’s Speakin’
3. Hariprasad
4. Callas
5. Niki
6. Gare Guillemans
7. Ohnedaruth
8. Caminho Das Águas

Musicisti
Roberto Ottaviano- sax soprano , voce
Marco Colonna- clarinetto basso
Alexander Hawkins- pianoforte
Giovanni Maier- contrabbasso
Zeno De Rossi- batteria

Roberto Ottaviano pubblica il terzo disco con il quintetto “Eternal love”, registrato, stavolta, dal vivo, nel Vecchio Continente. Sì perché il gruppo riesce ad esibirsi più spesso nel resto d’Europa di quanto gli capiti nel nostro Paese. L’album è composto da otto pezzi, cinque dei quali a firma del bandleader, con dediche assortite da Niki Lauda a Maria Callas. Gli altri tre brani sono da addebitarsi a Misha Mengelberg, Nikos Kipourgos e Rodrigo Manhero. La musica del cd ha un aggancio riconoscibile con il jazz moderno dei maestri afro-americani, da John Coltrane (a cui viene dedicato un pezzo specifico) a Mingus,  alla scuola di Chicago. Si riscontrano, pure, riferimenti precisi al sound fresco e danzante dei sudafricani, da Mongezi Feza (altro omaggiato) a Chris Mc Gregor e al jazz prog britannico, da Keith Tippett a Elton Dean. Ottaviano fa una sintesi virtuosa di queste influenze incrociate e, da questo tipo di elaborazione o di rielaborazione, scaturisce una proposta ricercata, ma allo stesso tempo di agevole ascolto, ritmicamente rigogliosa e melodicamente fantasmagorica. La formazione, cioè, può suonare un blues canonico e sguaiato, in alcune parti, almeno, come “Gare Guillemans”, o lanciarsi in sequenze venate di free. E’ il jazz che, in tal maniera, cortocircuita le origini con l’avanguardia (storica).

Si può ascoltare una traccia trasudante swing, inizialmente, e con una struttura complessa, con cambi di marcia e di atmosfere, nel suo svolgersi, come “Niki” e un brano come “Caminho das aguas”, gioioso e gradevolissimo, nella sua dichiarata semplicità.  Non ci sono barriere stilistiche, né intenzioni esplicite di realizzare qualcosa di complicato, obbligatoriamente. La band va dove la portano passione e apertura mentale verso tanti tipi di situazione possibili, facili o scabrose.

Il quintetto marcia coeso e spedito, poi, in ogni frangente, sorretto da un’intesa veramente rilevante e da un modo comune di affrontare il repertorio scelto, con le antenne dritte e il cipiglio giusto.

La ritmica fa letteralmente faville, in ogni traccia del disco. Maier e De Rossi guidano il treno ritmico con una versatilità esemplare, attenti e propositivi sempre e comunque.

Alexander Hawkins è maestoso nella sua capacità di sfalsare gli accenti, di smontare o ispessire i passaggi, grazie ad un idioma onnicomprensivo e, allo stesso tempo, comprensibile. Non per niente Hawkins viene considerato uno dei maggiorni esponenti del jazz europeo attuale….

Colonna e Ottaviano sfoderano contrappunti ingegnosi e prendono assoli traboccanti idee feconde e produttive, frutto di una cultura jazzistica, e non solo, di prima qualità e di una tecnica di pari livello.

“People”, in conclusione, è il miglior album inciso, fino a questo momento, da “Eternal Love”, un gruppo di rango, in grado di imporsi in ambito internazionale per la qualità dei componenti e, soprattutto, per il valore della musica realizzata collettivamente.