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Taurn (Somewhere Cold)

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Emme 2025

  1. Dune
  2. Disordinato
  3. Fluid Nature
  4. Drunk Blowout
  5. Taurn
  6. Artificiale
  7. Intro
  8. Perseguito
  9. Somewhere Cold
  10. Secular Rise

Vincenzo Bosco: pianoforte
Francesco Candelieri: batteria
Giuseppe Capriello: sassofono tenore
Raffaele Guandalini: contrabbasso
Simone Ielardi: chitarra elettrica

“Taurn” è il nome di un nuovo gruppo, formatosi a Bologna, al debutto discografico con questo “Somewhere cold”. Il quintetto è sicuramente affiatato e propone dieci brani a firma collettiva, a certificare l’intesa, la vicinanza estetica fra I membri della formazione, dal lato compositico e imrovvisativo.

Nelle dieci  tracce si ascolta un jazz tirato, pieno di energia e di spinta emozionale. Si respira, in ogni anfratto dell’album, infatti, una grossa tensione per realizzare una musica carica di impulsi e condotta su ritmi alti, nella maggioranza dei casi. Le influenze del progressive, poi, sono in bella evidenza, nella predilezione per I tempi dispari e per  l’andamento aggressivo, concitato, dei pezzi, sottolineato da una ritmica che sostiene il gruppo con un accompagnamento calcato, indubbiamente, di tipo rockeggiante. Su questa architettura compatta e, allo stesso tempo, flessibile, si innestano gli assoli del sax tenore di Giuseppe Capriello, a combustione rapida, timbricamente aspri, e quelli di pianoforte e chitarra, parecchio assertivi, rigogliosi, mai enfatici.

Fra I dieci capitoli si fa particolarmente raccomandare “Dune”, posto all’inizio dell’album, perchè funge quasi da presentazione del progetto. Qui tutti ci danno dentro di santa ragione, metaforicamente, si intende, per sviluppare un tema asciutto e lavorarci attorno in modo gagliardo e ben determinato.

Il disco di “Taurn”, infine, può essere ascritto ad un jazz urbano, metropolitano, che dir si voglia, sobrio e severo nel suo dipanarsi, senza ammiccamenti o concessioni ad un lirismo di maniera o alla ripetizione di clichè risaputi. In questo senso “Somewhere cold” si impone come un debutto promettente per un gruppo che fa della coesione e della concordanza della poetica un motivo qualificante per intraprendere un percorso comune che, viste le premesse, potrà riservare piacevoli sorprese nel prossimo futuro.