Gulliver+Roberto Ottaviano
“The Billia sessions”
Dodicilune 2025
- Sèikilos
- En Voi Sua Unhoitaa Poies
- Nanita Nana
- Lilliput / Palestine Song
- Mısırlı
- Brobdingnag / Palestine Song
- Apure En Un Viaje
- Kinder-Yorn
- Laputa / Palestine Song
- El Pueblo Unido
- Houyhnhnm / Palestine Song
- Ethiopian Song
Maurizio Brunod, chitarre
Danilo Gallo, contrabbasso, basso balalaika, flauto
Massimo Barbiero, batteria, percussioni, marimba
ospite Roberto Ottaviano, sassofono soprano
Dark Side
dodicilune 2025
- A Long Deception
- Preachers and Merchants
- Gabriel’s Message
- Dark Sides
- Musk Aroma Therapy for Trumpeters
- Syte
- Waiting the Flood
- Bridal Ballad
- Spinosa Lacrimae
- If You Want to tell me something (shout up)
- Goin’ Home
Roberto Ottaviano, sax soprano sax, clarinetto contralto, elettronica.
Peppe Frana, oud
Luca ‘DJ Rocca’ Roccatagliati, elettrlonica, loops, sampling
Giorgio Vendola, basso elettrico
Ermanno Baron, batteria e percussioni
Il trio Barbiero-Brunod-Gallo, dopo aver inciso due album,: “Extrema ratio”nel 2016 e “Gulliver” nel 2023, pubblica un nuovo disco, registrato a St. Vincent, in cui è ospite prestigioso il sassofonista Roberto Ottaviano. Per completare l’opera, il terzetto assume il nome di “Gulliver”, in questo caso con il rafforzativo, “…+Ottaviano”.
Non ci sono particolari cambiamenti nel repertorio scelto rispetto al cd precedente. Qualche brano era già presente nel disco di due anni fa e, comunque, globalmente, siamo di fronte ad una ripresa e ad una rivisitazione di canzoni popolari delle più svariate origini, dalla Finlandia al Cile, segnate da un impegno civile, o politico che dir si voglia. Quattro pezzi, poi, sono dedicati alle tribolazioni e alla resistenza della Palestina, argomento quanto mai vivo e spinoso in questo periodo storico.
Musicalmente l’inserimento di Ottaviano arricchisce la proposta di calore e di profondità di accenti. Il folklore internazionale, poi, costituisce una base solida su cui quattro musicisti contemporanei, padroni di un linguaggio jazzistico estremamente elastico, con addentellati nella world music, nel free o nel post-free, attento ad una sintesi stilistica ad ampio raggio, cioè, agiscono fruttuosamente, realizzando un’opera intellettualmente ineccepibile, fresca e gradevole all’ascolto.
“The Billia sessionS”, a conti fatti, è un disco di spessore, suonato da un quartetto dotato di una forte tensione emotiva verso i temi sociali del momento e, allo stesso tempo, con una predilezione dichiarata per i canti tradizionali d’amore e di lotta di ogni parte del mondo.
“Dark sides” è, invece, il nome del nuovo gruppo di Roberto Ottaviano e pure del suo ultimo album, in cui il sassofonista barese figura da leader. Anche in questo caso l’ispirazione proviene da elementi extramusicali. Come si legge nelle note di copertina, si tratta di uno sguardo critico sui lati oscuri, sui valori e sui disvalori della società contemporanea, abbagliata dalla lotta per il potere, in cui tutti i mezzi sono leciti per primeggiare e sopraffare l’avversario o il nemico di turno. La proposta ha una decisa connotazione
etnica, anche grazie alla presenza dell’oud, strumento cordofono di origine araba, maneggiato abilmente da Peppe Frana. Le melodie riecheggiano, infatti, il milieu della musica mediorientale, e ritmicamente siamo da quelle parti là, con la batteria che marca tempi e scansioni che ricordano tanto le danze, pulsanti e ossessive, dei Paesi africani che si affacciano sul Mediterranelo. La presenza di DJ Rocca, poi, spiazza o delocalizza, almeno parzialmente, per mezzo dell’elettronica, l’ambiente sonoro proiettando il discorso complessivo in una dimensione contigua, oltre il semplice afflato popular, seppur rinforzato. Ci sono, in ogni modo, all’interno delle tracce, parentesi corpose piegate verso un jazz moderno, da battaglia, e, in particolare nell’ultimo brano, si va sul classico, con un’interpretazione lirica, di notevole impatto, di una gemma dalla sinfonia “Dal nuovo mondo” di Dvorak.
Con quest’ultimo cd, infine, Ottaviano dimostra, ancora una volta, di avere la mano felice nella scelta dei suoi compagni di viaggio. Dopo il pluripremiato “Eternal love”, gruppo orientato verso il jazz contemporaneo, questo “Dark sides” si pone come un ulteriore balzo in avanti, o lateralmente, verso nuove e affascinanti avventure sonore. C’è da augurarsi, insomma, che il cammino prosegua, viste le premesse…







