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Le novità di settembre in casa ECM: Sheppard con Marcotulli e Benita, il debutto di Enzo Favata, Beckett, Brahms e la ristampa di Stanley Cowell

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La copertina di “Salt Catchers” di Andy Sheppard, Rita Marcotulli e Michel Benita – © ECM Records

Settembre porta cinque nuove uscite nel catalogo ECM: il trio inedito di Andy Sheppard con Rita Marcotulli e Michel Benita, l’esordio per l’etichetta di Enzo Favata con il quintetto Atlantico, l’ultimo Beckett messo in musica da Trevor Bača per il JACK Quartet, il Brahms tardo di András Schiff e la ristampa in vinile di “Illusion Suite” di Stanley Cowell.

Samuel Beckett – Stirrings Still (ECM New Series 2801)

Testo di Samuel Beckett; musica di Trevor Bača. Paul Griffiths: voce narrante. JACK Quartet: Christopher Otto e Austin Wulliman, violini; John Pickford Richards, viola; Jay Campbell, violoncello.

Stirrings Still fu l’ultimo messaggio in prosa di Samuel Beckett, completato nel 1987 e pubblicato l’anno seguente. Più monologo che racconto, proviene da un narratore sospeso sul confine tra la vita e ciò che si trova oltre, che potrebbe essere un vasto campo di grano visto in bianco e nero, oppure un turbinio di ricordi incerti. Beckett amava profondamente la musica, in particolare le canzoni e i quartetti d’archi di Franz Schubert, e la sua scrittura è musicale nella meticolosità del fraseggio, nell’uso della ripetizione e spesso nella forma stessa.

La musica, creata per questa pubblicazione dal compositore Trevor Bača, non è un accompagnamento bensì un flusso parallelo, che si ascolta in alternanza con le parole. Pensata per la musicalità del JACK Quartet, è un flusso in cui l’ascoltatore viene di volta in volta trascinato, non lontano dalle parole ma più in profondità in esse, attraverso un altro medium. Il disco è stato registrato nel 2023 e nel 2024 all’Auditorio Stelio Molo RSI di Lugano e prodotto da Manfred Eicher, da tempo affascinato dalla musicalità intrinseca della scrittura beckettiana.

Andy Sheppard / Rita Marcotulli / Michel Benita – Salt Catchers (ECM 2856)

Andy Sheppard: sax; Rita Marcotulli: pianoforte; Michel Benita: contrabbasso.

Dopo un album acclamato dalla critica con il suo Trio Libero, registrazioni di successo in quartetto (Surrounded By Sea, 2015; Romaria, 2018) e una trilogia di album in trio con Carla Bley e Steve Swallow, il sassofonista inglese Andy Sheppard presenta con Salt Catchers un nuovo trio con la pianista italiana Rita Marcotulli e il bassista francese Michel Benita – due musicisti «con cui mi lega una lunga amicizia, ma con cui non avevo mai registrato insieme».

Ricco di un’affascinante bellezza melodica, di armonie delicate e di un’interazione ponderata, l’album presenta otto nuovi brani originali di Sheppard più un brano di Carla Bley, dando vita a un’oasi di tranquillità. Il suono caratteristico di Sheppard e le sue linee melodiche dal fraseggio elegante sono qui completati da due compagni di viaggio dal gusto impeccabile e dalla profonda empatia. Registrato nel marzo 2025 all’Auditorio Stelio Molo RSI di Lugano, prodotto da Manfred Eicher.

Enzo Favata – Ritornare (ECM 2883)

Enzo Favata: sax soprano, clarinetti; Daniele Di Bonaventura: bandoneon; Marcello Peghin: chitarra a dieci corde; Salvatore Maltana: contrabbasso; U.T. Gandhi: batteria.

Il quintetto Atlantico di Enzo Favata esplora lo spazio musicale in cui jazz, dinamiche cameristiche e improvvisazione si incontrano – mai prevedibile, ma con un forte senso della direzione, radicato in ampi retroterra musicali, compresa la molteplicità dei dialetti musicali tradizionali che circondano i musicisti del Sud Italia e dell’area mediterranea. Guidato dal sassofonista e clarinettista sardo, con lo storico collaboratore Marcello Peghin alla chitarra, il bandoneonista Daniele Di Bonaventura, il contrabbassista Salvatore Maltana e il batterista U.T. Gandhi (purtroppo appena scomparso, lasciando un grande vuoto), il gruppo crea in Ritornare – prima registrazione di Favata per ECM – un mondo sonoro acustico riccamente colorato, plasmato da viaggio, memoria e immaginazione.

Traendo ispirazione dagli incroci culturali dell’Atlantico e dalle visioni letterarie di scrittori come Gabriel García Márquez e Jorge Luis Borges, la musica di Atlantico si dispiega con un fluire onirico: le ance liriche di Favata, le trame chitarristiche piene di grazia di Peghin, il bandoneon evocativo di Di Bonaventura e il sottile interplay di basso e batteria danno forma a strutture in cui melodie limpide sembrano emergere dal nulla e trasformarsi. L’album è stato registrato a Monaco di Baviera nel gennaio 2026 e prodotto da Manfred Eicher.

András Schiff – Johannes Brahms: Klavierstücke (ECM New Series 2730/31)

Albumblatt, Klavierstücke op. 76, Fantasien op. 116, Intermezzi op. 117, Klavierstücke op. 118 e op. 119.

«Da giovane avevo già studiato e imparato per amore e passione alcuni dei tardi pezzi per pianoforte. Eppure già allora sapevo che avrei dovuto aspettare prima di potermici davvero accostare. Sono i pensieri estremi di un uomo anziano, così autunnali, così pieni di rassegnazione…»
– Sir András Schiff

Il tardo Brahms parla per frammenti, ricordi e sottili rivelazioni. In questo recital Schiff riunisce l’Albumblatt (un pezzo giovanile, scoperto nel 2012), i Klavierstücke op. 76, le Fantasien op. 116, gli Intermezzi op. 117 e i Klavierstücke op. 118 e op. 119, tracciando l’arco interiore degli ultimi decenni del compositore. Registrato nella Kammermusiksaal Hermann J. Abs di Bonn su un pianoforte Blüthner del 1850, il doppio CD rivela la sottile architettura e l’intimità poetica di questi capolavori.

L’album segue la precedente immersione di Schiff nei Concerti per pianoforte di Brahms con l’Orchestra of the Age of Enlightenment (2021) e le Sonate per clarinetto con Jörg Widmann (2020). Il libretto contiene un saggio di Peter Gülke (1934-2026), oltre a una nota dell’interprete e a commenti dello stesso Schiff su ogni brano, in inglese e tedesco.

Stanley Cowell Trio – Illusion Suite (ECM 1026 LP, Luminessence Vinyl Edition)

Stanley Cowell: pianoforte; Stanley Clarke: contrabbasso; Jimmy Hopps: batteria.

Su Illusion Suite «il fascino è discreto», come scrisse Down Beat recensendo l’album nel 1974. Nel disco – l’unica registrazione di Cowell per ECM – il trio del pianista è completato dal contrabbassista Stanley Clarke e da Jimmy Hopps alla batteria. Insieme, i musicisti costruiscono una rete idiomatica ad ampio raggio che mette al primo posto la visione compositiva di Cowell: l’improvvisazione come mezzo di esplorazione ma anche come strumento per scolpire un’identità inconfondibile.

Nelle note di copertina che accompagnano la ristampa, il pianista e scrittore Ethan Iverson osserva come «Cowell salti da un’idea all’altra, affrontando generi diversi con slancio», definendo l’album «un’escursione coraggiosa e sperimentale che abbraccia molteplici mondi». Ristampato nell’ambito della serie Luminessence, Illusion Suite arriva in una copertina apribile con risvolto, corredata da nuove note e da una fotografia d’archivio.