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Novità ECM (Vijay Iyer, John Surman)

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ECM 

Vijay Iyer
Compassion

Vijay Iyer: piano; Linda May Han Oh: double bass; Tyshawn Sorey: drums

Il pianista-compositore Vijay Iyer dopo il suo disco ECM del 2021 Uneasy – il primo a presentare il suo trio con la bassista Linda May Han Oh e il batterista Tyshawn Sorey – propone con Compassion un altro album in collaborazione con questi due bravissimi partner. Il New York Times ha colto le qualità speciali di questo gruppo, sottolineando l’attitudine del trio a suonare “con un’ampia gamma di movimenti e una chiarezza splendente… alimentando allo stesso tempo una sorta di tensione interna”. Fondamentale per questo equilibrio è la loro capacità di connettersi l’uno con l’altro quasi telepaticamente”. Compassion, l’ottava uscita di Iyer come leader per la ECM, prosegue l’esplorazione di nuovi territori. L’album include un omaggio lirico a Chick Corea attraverso l’interpretazione del pianista scomparso di “Overjoyed” di Stevie Wonder. Un altro omaggio arriva con “Nonaah”, un brano vorticoso del saggio d’avanguardia Roscoe Mitchell, un mentore fondamentale per il pianista. Poi ci sono le composizioni di Iyer, melodicamente seducenti e ritmicamente rinvigorenti, che vanno dalla pensosa title track ai pezzi forti “Tempest” e “Ghostrumental”.

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John Surman
Words Unspoken

John Surman: soprano saxophone, baritone saxophone, bass clarinet;
Rob Luft: guitar; Rob Waring: vibraphone; Thomas Strønen: drums

Il titolo dell’album – Words Unspoken – allude all’istantanea intesa musicale trovata dai membri di questo agile quartetto assemblato dal grande sassofonista britannico John Surman. “La mia idea era di mettere insieme alcune idee musicali che offrissero un senso collettivo di scopo, ma che fossero comunque abbastanza aperte da permettere a ciascuno di noi di suggerire altri modi di sviluppare il materiale insieme. Tutto è andato subito al suo posto. Ma presto mi sono reso conto che non erano tanto le idee musicali a farlo funzionare, quanto i musicisti”. Surman e il vibrafonista statunitense Rob Waring – entrambi residenti a Oslo – avevano già collaborato nel trio Invisible Threads di John con Nelson Ayres, ma il sodalizio con il batterista norvegese Thomas Strønen e il chitarrista britannico Rob Luft è nuovo. Con questi quattro musicisti dalla battuta pronta, ogni dibattito si svolge nella musica, stimolata dai temi fortemente melodici e dall’immaginazione improvvisativa di Surman.  Words Unspoken viene pubblicato mentre il quartetto si prepara per una tournée internazionale.

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Marie Cecile Ferre’