Scrivere o parlare di jazz non è mai un esercizio semplice. Il jazz è una materia viva, tridimensionale, e come ogni organismo vivo pretende passione e cura.
Sono felice, insieme al mio gruppo di lavoro, di inaugurare questo percorso e di condividerlo con i lettori di Jazzitalia.
Per la realizzazione di questo piccolo podcast attingo da due mondi che mi appartengono: da un lato il mio lavoro di autore audiovisivo, dall’altro la mia esperienza di narratore. A questi si aggiunge una passione che mi accompagna da sempre: raccontare piccole storie dal jazz.
L’idea è quella di trasportare le avventure di Tony Monten, il protagonista di un mio romanzo storico uscito di recente, dalla pagina scritta alla forma audiovisiva. In ogni episodio verranno estratti brevi frammenti dal libro, riscritti e adattati per questo nuovo contesto, con l’obiettivo di raccontare il jazz in una forma leggera ma rigorosa: un equilibrio tra fatti documentati e narrazione, tra storia e letteratura.
Nel primo episodio incontriamo Tony Monten e il mondo che lo circonda. Siamo a Brooklyn, cinque anni dopo la morte di Charlie Parker. Tony, impresario italo‑americano, è nascosto in una squallida stanza d’albergo. Non conosciamo ancora i motivi che lo hanno costretto alla macchia, ma la narrazione lascia intuire che si trovi in una situazione di pericolo.
La vicenda si muove entro un quadro di verosimiglianza storica: personaggi reali e fatti documentati convivono con elementi narrativi frutto dell’immaginazione, secondo i canoni del romanzo storico. In questa prima puntata compaiono due figure fondamentali della storia del jazz e dello show business: John Hammond e Norman Granz. Entrambi avranno un ruolo importante nello sviluppo della trama e torneranno anche nei successivi episodi del podcast.
Buon ascolto. E buon viaggio nel mondo di Tony Monten.
A colloquio con Lino Volpe, autore di “JAZZ STORY: il diario di Tony Monten” (prima parte)







