Il 12 luglio 2016, nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, sul palco c’erano soltanto un pianoforte e uno sgabello. Era una delle ultime tappe dell’ultima tournée europea in solo di Keith Jarrett, e quella serata – chiusa con un bis su Somewhere Over the Rainbow – arriva ora su disco, a guidare le novità ECM di novembre. Accanto a Jarrett, il ritorno di Dominic Miller, il nuovo viaggio sonoro di Stephan Micus e tre attese ristampe in vinile.
Le nuove uscite
Keith Jarrett – Roma
Keith Jarrett: pianoforte
Roma è la quinta e ultima registrazione dal vivo dell’acclamatissima tournée europea in solo del 2016, catturata nella Sala Santa Cecilia il 12 luglio. Chiude il capitolo con una musica che si distingue anche all’interno di questa straordinaria serie. Come scrisse La Repubblica all’epoca del concerto, Jarrett «celebra un rito senza tempo, che per certi versi è antico quanto l’umanità stessa. Rende omaggio all’atto della creazione, alla composizione spontanea, e lo fa davanti a un pubblico, condividendo con gli ascoltatori l’emozione della scoperta».
Il percorso di quella sera, familiare eppure distinto, si sviluppa secondo una propria logica interna: la tela viene sgombrata, ricca di cromatismi, prima che il tocco e il lirismo inconfondibili lascino spazio a un controcanto inatteso, a momenti di lirismo cristallino e a passaggi di insistenza ritmica, a formare un’unica grande architettura. Se i concerti di Budapest, Bordeaux, Monaco e Vienna hanno rivelato ciascuno un paesaggio musicale distinto, Roma ne offre un altro, inconfondibilmente suo.
Dominic Miller – Diana
Dominic Miller: chitarra; Santiago Arias: bandoneón; Nicolas Fiszman: basso; Ziv Ravitz: batteria
Con Diana Dominic Miller torna in casa ECM in modo particolarmente convincente. Il suo quarto album per l’etichetta ritrova colleghi ormai familiari: il bandoneonista Santiago Arias, il cui suono elegante e ricco di sfumature si era già ascoltato in Absinthe (2019), e la sezione ritmica di Vagabond (2023), formata da Nicolas Fiszman e Ziv Ravitz. L’esperienza maturata insieme e la fiducia reciproca conferiscono alla musica un raro senso di libertà.
Dedicato alla madre del chitarrista, scomparsa nel 2026, Diana è un album profondamente personale, il cui carattere è però definito meno dal sentimento che dalla chiarezza e dall’apertura del suono. La chitarra di Miller attraversa melodie finemente disegnate, con Arias che aggiunge colori sottili e Fiszman e Ravitz che rispondono con istinto e precisione. Dal dolce lirismo di Alta Loma e Al Dente all’immediatezza melodica di Millionaire, fino all’atmosfera più cupa di Iguazu, l’album trova un equilibrio naturale tra composizione e improvvisazione. «Sono tutti musicisti fantastici: mi sento molto privilegiato ad essere arrivato a questo punto con questi ragazzi», racconta Miller. Registrato agli Studios La Buissonne e prodotto da Manfred Eicher, Diana coglie il quartetto in un momento particolarmente fecondo.
Stephan Micus – Traces in the Sand
Stephan Micus: hang, kalimba, shakuhachi, duduk, flauto indiano di canna, sapeh, cetra bavarese, bodhrán, genbri, dilruba, sho, chord zither
Straordinario viaggiatore musicale, Stephan Micus raccoglie strumenti in giro per il mondo e ne ricava composizioni uniche nel loro genere. Questo album – il suo ventisettesimo da solista per ECM – impiega una dozzina di strumenti provenienti da Borneo, Giappone, India, Armenia, Etiopia, Tanzania, Mozambico, Botswana, Marocco, Irlanda, Svizzera e Baviera, ed è dedicato alla ricchezza del mare.
Da sempre influenzato dal mondo naturale – deserti, foreste, tuoni – con Traces in the Sand Micus non cerca di raffigurare il mare, ma riflette sulle emozioni che il suo stato in continuo mutamento evoca. «Quando vado al mare e vedo questa vasta distesa d’acqua e un grande orizzonte, è come una medicina incredibile», spiega. «Gli spazi aperti mi hanno sempre affascinato, e cerco di incorporarli nella mia musica. In questo senso il mare è stato un maestro inestimabile».
Le ristampe
Keith Jarrett / Charlie Haden – Jasmine (prima edizione in vinile)
Keith Jarrett: pianoforte; Charlie Haden: contrabbasso
Come Last Dance, Jasmine – pubblicato originariamente nel 2010 – documenta l’intima e irripetibile sessione in duo di Keith Jarrett e Charlie Haden, ritrovatisi nello studio di casa del pianista, nel New Jersey, per diversi set di standard. All’uscita del disco il Financial Times osservò che, a distanza di oltre trent’anni dall’ultima registrazione insieme, il loro dialogo aveva «l’intimità ricca di dettagli di vecchi amici che esplorano temi comuni». Ora disponibile per la prima volta su vinile, l’album irradia grande calore in classici come Body and Soul, For All We Know, Where Can I Go Without You e Don’t Ever Leave Me. Come scrive Jarrett nelle note di copertina: «Queste sono grandi canzoni d’amore suonate da musicisti che cercano, per lo più, di mantenere intatto il messaggio».
Ripubblicato nella collana Luminessence di ECM, esce in copertina apribile tip-on che riproduce integralmente il materiale della prima edizione su CD.
Stephan Micus – The Garden of Mirrors (prima edizione in vinile)
Stephan Micus: voce, bolombatto, steel drums, sinding, sinding ad arco, suling, percussioni, shakuhachi, nay, tin whistle
Quattordicesimo album del polistrumentista tedesco, uscito su ECM nel 1997 e definito da DownBeat «straordinario, ossessivo e davvero senza tempo», The Garden of Mirrors è oggi un pilastro della sua ampia opera. Fedele all’idea di non ripetersi mai né di impiegare lo stesso insieme di strumenti in album diversi, qui Micus si concentra su due arpe tradizionali africane, il bolombatto (corde di budello) e il sinding (corde di canapa), incontrate e studiate in Gambia con l’aiuto di musicisti locali. Non si tratta però di musica africana, precisa l’autore, anche se le arpe «danno alla musica una qualità fisica. Parlano direttamente al corpo, e per questo è uno dei miei album più ritmici». Esce ora per la prima volta su vinile.
András Schiff – J.S. Bach: The Goldberg Variations (prima edizione in vinile)
András Schiff: pianoforte
Il ritorno di András Schiff alle Variazioni Goldberg per la ECM New Series nel 2003, vent’anni dopo una prima incisione per Decca, fu considerato uno dei grandi traguardi discografici del decennio in ambito classico; il Sunday Times parlò di «frutto di una vita di devozione a Bach». Registrata dal vivo a Basilea, la monumentale interpretazione arriva ora per la prima volta su vinile, in doppio LP con copertina apribile tip-on e un libretto di 12 pagine contenente un «Guided Tour» delle Variazioni firmato dallo stesso Schiff. «In Bach, Schiff è un fenomeno», ha scritto il New York Times: «non tanto la esegue, quanto la emana, la respira».







